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sabato 18 Aprile, 2026
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Donald Trump sull'Iran

Trump parla di tregua poi minaccia: “Dazi al 50% per chi arma l’Iran”

Il tycoon è ottimista sui negoziati in corso ma l'accordo è già stato violato: i missili raggiungono gli Emirati Arabi, mentre una raffineria è stata colpita a Lavan

Da Maria Vittoria Ciocci
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L’accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è già traballante. Accompagnato dalle giravolte del Presidente Usa Donald Trump, che poche ore fa ha scritto su Truth: “A qualsiasi Paese che fornisca armamenti all’Iran verranno applicati immediatamente dazi al 50% su tutte le merci vendute agli Stati Uniti, con effetto immediato”. Ma allo stesso tempo afferma: “Gli Stati Uniti collaboreranno strettamente con l’Iran che, a nostro avviso, ha attraversato un cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo!”.

Sottolinea peraltro: “Non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio”. Secondo il tycoon, Washington e Teheran collaboreranno affinché “tutta la polvere nucleare” venga “sepolta in profondità”. In merito al piano Usa in 15 punti, spiega infine come molti di questi siano stati accettati dalla leadership iraniana, mentre è in atto una discussione sulla riduzione delle sanzioni rivolte alla Repubblica Islamica.

La tregua però sembra per lo più retorica. Infatti i missili continuano a volare nei cieli dei Paesi del Golfo. Sull’isola di Lavan, in Iran, un ordigno ha centrato una raffineria di petrolio. Non è chiaro da chi provenga l’attacco, ma di rimando Teheran ha nuovamente lanciato missili e droni verso gli Emirati Arabi Uniti. “Questi attacchi sono stati effettuati in risposta alla chiara violazione del cessate il fuoco nell’attacco a Sirri e Lavan e ai raid nel Libano meridionale” – ha spiegato con un comunicato diffuso dalla tv di Stato.

Trump sacrifica il Libano

Il tycoon, in difficoltà per l’aumento dei prezzi dell’energia, si sta – in qualche modo – ammorbidendo nei confronti di Teheran. Ma Israele ha progetti diversi per il Medio Oriente. Appoggia così la tregua tra Usa e Iran, escludendo tuttavia il Libano dal cessate il fuoco. E infatti, nella mattinata di mercoledì, le Idf hanno imposto l’evacuazione da Tiro e da altre sette aree del Sud di Beirut.

A poco è servito l’annuncio di Hezbollah, che ha specificato di aver intenzione di unirsi al cessate il fuoco e che avrebbe considerato ogni attacco una violazione di quest’ultimo. Ma neppure il messaggio del presidente libanese Joseph Aoun, che accoglie con favore il negoziato, “affinché la pace nella regione includa il Libano”. Eventualità che, per il momento, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non valuta minimamente. Nelle ultime ore le Idf hanno colpito più di 100 obiettivi.

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