Si è aperto uno spiraglio di speranza nel conflitto nel Golfo. A poche ore dall’annuncio della tregua di 10 giorni in Libano, dato il 16 aprile dal presidente Usa Donald Trump, l’Iran ha deciso di annunciare formalmente la riapertura dello Stretto di Hormuz. Quella piccola striscia di mare, che separa le coste iraniane dalla penisola araba, è divenuta uno dei nodi principali da sciogliere nei negoziati per la pace. Si tratta infatti di un punto strategico per il commercio mondiale, visto che lo attraversa un quinto del petrolio commerciato al mondo e quantità impressionanti di Gnl e cherosene.
“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco”, è l’annuncio dato su X dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, il quale ha anche chiarito che la rotta indicata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran sarà sicura.
Una notizia che permette di tirare un sospiro di sollievo, ma che al contempo preoccupa per la sua fragilità. Nel caso in cui il cessate il fuoco non venisse rispettato, lo Stretto potrebbe di nuovo essere chiuso. Hormuz era stato aperto ufficialmente anche lo scorso 8 aprile, in occasione della tregua stabilita tra Iran e Usa. La riapertura era durata però solo alcune ore, il tempo di comprendere che Israele stava proseguendo i suoi bombardamenti in Libano. Teheran ha quindi annunciato che fino a quando le bombe avrebbero continuato a cadere sul Paese dei cedri, allora nessuna nave nemica avrebbe potuto attraversare Hormuz. Il timore, quindi, è che anche questa decisione sia solo temporanea.
Lo scetticismo di Iran e Libano
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato la riapertura con un certo scetticismo. “Lo Stretto di Hormuz è completamente operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con Teheran non sarà completata al 100%”, ha sostenuto.
Poco prima, anche le Guardie della Rivoluzione iraniana avevano commentato l’entrata in vigore della tregua in Libano con una certa sfiducia. “Le forze armate del Paese sono con il dito sul grilletto”, hanno dichiarato, spiegando che l’esercito e le Guardie sono pronti a fornire una “risposta forte e decisa” a qualsiasi azione ostile. Un pensiero allineato a quello di Hezbollah, il gruppo armato libanese: “Terremo le mani sul grilletto, pronti a difenderci dal tradimento e dalla perfidia del nemico”.
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