Beirut devastata dai raid delle Idf
“Nient’altro che guerra”. Titola così Il Manifesto, che dedica all’attacco la prima pagina. Come hanno fatto anche le principali testate, da Il Corriere della Sera a Il Fatto Quotidiano, fino ad arrivare a Repubblica. Nel pomeriggio di ieri Israele ha neutralizzato 100 obiettivi militari in 10 minuti circa, devastando la capitale libanese dal centro alla periferia. Più di 100 morti e 837 feriti, edifici ridotti in macerie e colonne di fumo sparse per tutta la città. La rappresaglia ha scatenato il panico tra i civili, mentre le squadre di emergenza – per quanto possibile – hanno cercato di soccorrere le persone in pericolo di vita. Fonti mediche hanno denunciato la presenza di decine di cadaveri abbandonati in strada.
Mezzo Unifil preso di mira da Israele
Una colonna di mezzi Unifil diretta a Beirut è stata fermata dalle Idf, che hanno sparato dei colpi di avvertimento, danneggiando un veicolo. È stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a rendere noto l’episodio durante il suo intervento alla Camera. Ferma la condanna della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha affermato che è «del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite».
L’Unione Europea e il Canada contro Netanyahu
Un testo che porta la firma dei big europei – dunque il cancelliere tedesco Merz, il presidente francese Macron, il premier inglese Starmer, la premier Meloni e il primo ministro Sanchez –, ma anche della presidente della Commissione Ue von der Leyen, del presidente del Consiglio europeo Costa, del canadese Carney, della danese Frederiksen e dell’olandese Jetten. I leader accolgono con favore il cessate il fuoco nei Paesi del Golfo, ma al contempo pretendono lo stesso per il Libano. È ferma, dunque, la condanna della rappresaglia scatenata nel cuore di Beirut. Motivo per cui Sanchez ha chiesto all’Ue di «sospendere l’accordo di associazione con Israele».
Meloni oggi alle Camere
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interverrà questa mattina, alle 9, prima alla Camera dei deputati e poi in Senato. L’informativa, che non prevede il voto finale, toccherà le principali questioni nazionali e soprattutto internazionali. “Le opposizioni la aspettano al varco”, scrive il Corriere della Sera, accusandola di «fallimento totale» su tutta la linea.
Delmastro e il gruppo WhatsApp con Caroccia
L’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove faceva parte di un gruppo chat su WhatsApp, i cui membri erano Mauro Caroccia – il prestanome del clan Senese – e altri deputati piemontesi di Fratelli d’Italia. Tutti legati alla società Le 5 Forchette. Lo ha confermato Barbara Tritoni, moglie di Caroccia, alla Guardia di Finanza. La figlia Miriam invece, l’intestataria ufficiale della società, non figura. Al vaglio i messaggi e i vocali audio per stabilire eventuali responsabilità.
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