La Digos di Palermo ha eseguito il fermo di due cittadini tunisini di 19 e 22 anni con l’accusa di apologia del terrorismo. Svelata una fitta rete di propaganda estremista che si espandeva grazie alle piattaforme online come TikTok e Instagram. I due giovani utilizzavano i propri profili per diffondere messaggi d’odio. Tra i contenuti più allarmanti rintracciati dagli investigatori, appare un video che mostrava immagini di esecuzioni brutali nei confronti di prigionieri in tuta arancione. Attraverso un fotomontaggio, era stato inserito anche l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Il video è accompagnato da un testo in lingua araba e inglese: ”Ascolta bene America, stai combattendo contro un popolo che non può essere sconfitto: o vinciamo o moriamo provandoci”.
La radicalizzazione religiosa prevedeva come sacrificio estremo l’eliminazione dei ”miscredenti” e delle loro ”città sporche” istigando a commettere delitti di diversa natura. In alcuni video appare una sorta di preparazione atletica e addestramento, tramite diverse pratiche di combattimento, accompagnati da musiche religiose.
Nel contesto investigativo sono emersi altri tre stranieri minorenni, due residenti nel trapanese e uno nel Nord Italia. Tutti risultano accomunati dalla passione per le armi: nei loro video su TikTok li si vede infatti maneggiare pistole semiautomatiche e armi di vario genere. I due indagati maggiorenni si trovano ora in stato di fermo al carcere Pagliarelli. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici e diverse repliche di pistole.
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