La fine dell’era di Viktor Orbán in Ungheria non rappresenta solo un cambio di leadership, ma segna un passaggio politico rilevante anche per l’Italia e per l’intero campo delle destre europee.
Il fronte sovranista
Nel corso degli anni Meloni e Orbán hanno puntato su una visione comune (dalla sovranità nazionale alle politiche migratorie), incontrandosi più volte sia a Palazzo Chigi che Bruxelles. Orbán non ha mai nascosto la sua stima per la Meloni, definendola spesso una leader coraggiosa. A sua volta la Premier ha sempre evitato di isolarlo, continuando a parlarci anche quando i rapporti tra l’Ungheria e l’Unione Europea erano complicati.
Allo stesso tempo Matteo Salvini, già ai tempi del primo governo Conte, andava a Budapest per incontrare Orbán, considerandolo un vero e proprio modello per come bloccare i migranti e proteggere i confini. I due si sono trovati d’accordo sulle critiche alle sanzioni contro la Russia alla voglia di creare una grande forza di destra in Europa che mettesse insieme tutti i movimenti nazionalisti.
Meloni ringrazia il suo ”amico”
Sui social, la Premier Giorgia Meloni riconosce la vittoria di Péter Magyar e si dice pronta a collaborare con il nuovo governo, ma dedica un pensiero allo sconfitto Orbán definito ”il mio amico”, dicendosi certa che ”continuerà a servire la sua nazione dall’opposizione’‘. Da un lato la necessità di dialogare con il nuovo leader (legato al PPE), dall’altro il legame con l’uomo che per anni è stato il suo principale alleato.
Tajani e Crosetto si smarcano
Se la Premier “omaggia” lo sconfitto, Forza Italia esulta. Antonio Tajani non nasconde la soddisfazione per un risultato che riporta l’Ungheria vicina al Parlamento europeo vedendo in Magyar una garanzia di stabilità.
Sulla stessa linea Guido Crosetto. Il Ministro della Difesa si smarca dalla Premier: ”Vince il centrodestra vicino al Partito Popolare Europeo”, commenta, dichiarando di fatto una distanza dalle posizioni sovraniste che Orbán rappresentava e che Salvini continua a difendere.
Le opposizioni: ”Finito il tempo dei sovranismi”
Per il fronte delle opposizioni, il tracollo di Orbán è l’inizio della fine per l’asse Trump-Meloni-Salvini. Elly Schlein parla di ”immagini meravigliose ed emozionanti”, esultando per la vittoria della democrazia: ‘‘Il tempo delle destre sovraniste è finito. È un vento di speranza che travolge i loro alleati internazionali”. Durissimo Giuseppe Conte secondo cui: ”Ha perso chi ha condotto le istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale’‘. Matteo Renzi ironizza sul ”tocco magico Meloni’‘ che porterebbe sfortuna ai suoi alleati, dai MAGA a Orbán mentre il leader di Azione, Carlo Calenda, celebra la sconfitta dell’uomo che più di tutti ha cercato di ammorbidire la linea europea contro la Russia.
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