Dieci sondaggi da nove diversi istituti confermano la tendenza post referendum. Questa settimana, come evidenzia Supermedia, Fratelli d’Italia rimane ormai intorno al 28%. Cresce leggermente il Partito Democratico, che si attesta intorno al 22,4%. Il Movimento 5 stelle risulta al 12,8%, mentre scende Forza Italia, probabilmente a causa delle tensioni interne delle ultime settimane, che si ferma all’8,3% – il minimo storico da ben due anni. Si riprende invece la Lega, nuovamente al di sopra del 7%. Mentre Alleanza Verdi e Sinistra è stabile al 6,2%.
Salgono lievemente i partiti minori, con Futuro Nazionale che arriva al 3,5% (+0,2), Italia Viva al 2,5% (+0,2) e Noi Moderati con l’1,1% (+0,1). Mentre cala Azione al 3% (-0,1) e rimane stabile +Europa all’1,5%. In generale, analizzando le coalizioni, il campo largo conquista il 45,4%, seguito dal centrodestra che rimane al 44,7%. È confermato così il sorpasso ai sondaggi, raggiunto subito dopo la sconfitta della Riforma della Giustizia alle urne lo scorso 23 marzo.
Il crollo appare ormai cementato. La maggioranza di governo sta subendo ancora gli strascichi della vittoria del No, di oltre sette punti percentuali. Aggravata dall’attuale contesto internazionale e dalle tensioni crescenti tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi. Questo contribuisce a smantellare la percezione della premier Giorgia Meloni come invincibile e soprattutto politicamente stabile.
Una debolezza dell’esecutivo che, negli ultimi giorni, è stata alimentata anche dalle controversie all’interno di Forza Italia. Sostituzioni, dimissioni e la convocazione del leader Antonio Tajani da parte di Marina Berlusconi nella sede Mediaset di Cologno Monzese: tutte pressioni che intaccano profondamente l’intera coalizione e che contribuiscono a ridimensionare la fiducia riposta dagli elettori.
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