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giovedì 23 Aprile, 2026
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L’Europa non fa nulla contro Netanyahu

Tra condanne morali e interessi strategici: ecco perché gli Stati europei non riescono ad imporre misure concrete contro Israele

Da Alessio Matta
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L’Unione europea parla molto, ma decide poco. Soprattutto quando si tratta di Israele. Le parole non mancano, le critiche neppure. Ma al momento di scegliere, l’Europa si ferma. E resta immobile.

L’ultimo vertice dei ministri degli Esteri dell’Ue lo conferma. La proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, avanzata da Spagna, Irlanda e Slovenia, è stata respinta. A fermarla sono state le divisioni interne, con Italia e Germania in prima linea nel dire no. Il risultato è chiaro: nessuna misura concreta contro il governo guidato da Benjamin Netanyahu. L’Alto rappresentante per la politica estera europea, Kaja Kallas, ha ammesso che alcune capitali avevano chiesto una sospensione totale o parziale dell’intesa. Ma senza consenso unanime, tutto si è fermato. La Commissione presenterà una nuova proposta, ha promesso. Una promessa che suona più come un rinvio che come una svolta.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha spiegato la linea di Roma: meglio colpire singoli responsabili, come i coloni violenti, invece di bloccare un accordo che rischierebbe di danneggiare la popolazione israeliana. Una posizione condivisa da Berlino. In altre parole, sanzioni mirate sì, ma nessuna decisione che possa pesare davvero sui rapporti economici.

Dall’altra parte, alcuni Paesi chiedono un segnale più forte. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha parlato di credibilità europea in gioco. Secondo lui, l’Europa deve parlare con una sola voce e dire con chiarezza a Israele che la guerra non può essere l’unica risposta ai conflitti nella regione. Anche Belgio, Irlanda, Francia e Svezia hanno tentato di trovare un compromesso, ma senza successo. Il vertice si è chiuso con un rinvio. Ancora una volta. L’Europa resta divisa, incerta, incapace di trasformare le critiche in decisioni politiche.

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