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giovedì 23 Aprile, 2026
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Vladimir Solovyov ph X

L’ambasciatore russo minimizza gli insulti a Meloni: “Non parlava a nome di Putin”

Il rappresentante di Mosca non si è scusato per le offese rivolte dal conduttore Solovyov alla premier. Tajani: "Abbiamo ribadito che parole del genere sono inaccettabili"

Da Laura Laurenzi
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L’ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov, è stato ricevuto questa mattina alla Farnesina per affrontare la delicata questione degli insulti rivolti dal presentatore russo Vladimir Solovyov alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Fascista”, “idiota patentata”, “vergogna della razza umana”, sono solo alcuni degli appellativi che l’anchorman ha rivolto al capo del governo italiano.

Dichiarazioni che hanno rischiato di creare uno scontro diplomatico tra Roma e Mosca. La Farnesina ha manifestato profonda indignazione per le offese rivolte alla premier, come dichiarato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione di Stato usi un linguaggio volgare e sessista nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico quale è l’Italia”.

Paramonov ha invece tentato di minimizzare l’accaduto. “L’ambasciatore russo ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno con insulti, ma quando si parla attraverso la televisione russa, con canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo”, ha chiarito il vicepremier. Inoltre, Paramonov ha sostenuto di essersi già dissociato nella serata del 21 aprile dalle affermazioni di Solovyov, ribadendo che il conduttore non stava assolutamente parlando a nome del Cremlino o di altri organi politici russi.

Paramonov difende la Russia ma non si scusa

In un messaggio pubblicato su Facebook, l’ambasciatore ha sostenuto che l’Italia avrebbe preso una “cantonata”, in quanto “nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti di Meloni”, definita un “capo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare”. Inoltre, Paramonov ha provato a ribaltare la vicenda, sostenendo che più volte alcuni membri della leadership italiana si sarebbero permessi di pronunciare commenti ostili nei confronti della Russia.

Paramonov ha quindi deciso di non scusarsi per quanto avvenuto. Una decisione che non sorprende, visti i precedenti tra l’ambasciatore e il governo italiano. Lo scorso agosto, in un’intervista al quotidiano moscovita Izvestia, il rappresentante del Cremlino in Italia ha sostenuto che i vertici di governo italiano sarebbero “infettati dai virus della russofobia e dell’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive”.

L’ambasciatore aveva poi aggiunto che la Russia non avrebbe dovuto fidarsi degli interlocutori ufficiali italiani. Una escalation verbale che ha dimostrato come la diplomazia russa abbia iniziato ad orientarsi verso un linguaggio sempre più bellicoso nei confronti dei governi occidentali che da anni sostengono l’Ucraina nella resistenza all’invasione russa.

Leggi anche: Il propagandista di Putin contro Meloni: “Idiota”

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