Un brindisi, qualche frecciata e molti sorrisi. La visita di re Carlo III alla Casa Bianca si è chiusa con una cena che ha celebrato l’antica alleanza tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Un rapporto definito da entrambi come una vera “relazione speciale”, pilastro di prosperità e sicurezza nel mondo occidentale.
Il sovrano britannico ha ricordato di essere arrivato a Washington “per rinnovare un’alleanza indispensabile che è stata a lungo una pietra angolare di prosperità e sicurezza”. Parole che hanno segnato il tono dell’incontro, caratterizzato da onori militari senza precedenti e da un clima cordiale tra i due leader.
Durante la cena di Stato, Donald Trump ha affrontato anche il tema della guerra contro l’Iran, spiegando che la sua amministrazione si sta “occupando di questioni relative al Medio Oriente” e che la situazione sta “andando molto bene”. Poi ha rivendicato il risultato militare raggiunto contro Teheran: “Abbiamo sconfitto militarmente quell’avversario in particolare, e non permetteremo mai a quell’avversario – Carlo è ancora più d’accordo con me di quanto lo sia io – non permetteremo mai a quell’avversario di avere un’arma nucleare”.
Il re ha rilanciato l’appello all’unità tra alleati, sottolineando la necessità di una “risolutezza incrollabile” per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, teatro dell’invasione russa iniziata nel 2022. Un messaggio accolto con applausi al Congresso, dove il monarca ha ricordato le radici democratiche comuni tra i due Paesi e il ruolo storico della Magna Carta.
Non sono mancate battute e momenti leggeri. Carlo ha risposto con ironia a una frase di Trump sulla Seconda guerra mondiale: “Oserei dire che, se non fosse per noi, parlereste francese”. Il presidente ha ricambiato lodando il discorso del sovrano al Congresso: “È riuscito a far alzare in piedi i democratici, io non ci sono mai riuscito”.
Alla fine, il messaggio politico è rimasto chiaro. “Nei secoli trascorsi da quando abbiamo ottenuto la nostra indipendenza, gli americani non hanno avuto amici più stretti dei britannici”, ha ribadito Trump, confermando che, nonostante divergenze su alcuni dossier, l’asse tra Washington e Londra resta centrale negli equilibri globali.
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