martedì 15 Settembre 2026
Mariolina Castellone. ANSA_Angelo Carconi

Castellone (M5S) a La Sintesi: “Salario giusto? Ennesima truffa della retorica di Meloni. Per i lavoratori non un euro in più”

La vicepresidente del Senato del M5S critica il nuovo decreto 1° Maggio: “I contratti pirata non vengono eliminati. Con il salario minimo solo benefici per chi lavora, mente chi dice il contrario”

Di Redazione
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“Il ‘salario giusto’ è l’ennesima truffa della retorica meloniana per opporsi al salario minimo, un’ di propaganda politica fatta per sporcare la Festa dei lavoratori. E non c’è nessuna ‘messa al bando’ dei contratti pirata”. Non usa mezzi termini la vicepresidente del Senato del M5S, Mariolina Castellone, commentando con La Sintesi il decreto Lavoro licenziato tre giorni fa dal .

 

Non le sembra un giudizio troppo tranchant?

“Per niente. Siamo davanti a un decreto, l’ennesimo alla vigilia del 1° Maggio, che non porterà un euro in più nelle tasche dei lavoratori. A causa di pressioni esterne, alla fine hanno tolto persino la retroattività degli aumenti legati al rinnovo dei contratti. Milioni di faticano ad arrivare anche solo alla metà del mese ma il governo invece di approvare il salario minimo, che nei Paesi in cui già esiste ha ridotto gli effetti del carovita con particolare riguardo ai lavoratori a salario più basso, come ricordato nei giorni scorsi dal neocapo-economista dell’Ocse Stefano Scarpetta, se ne esce con l’ennesimo slogan. La nostra è una bocciatura senza se e senza ma”.

 

È noto che per governo e maggioranza il salario minimo non è la soluzione. Anzi, sostengono che la sua introduzione farebbe addirittura calare gli stipendi.

Solo degli ignoranti in materia possono dire una cosa simile. Il salario minimo c’è già in 22 Paesi europei su 27: l’ultimo a introdurlo è Cipro nel 2023. In nessuno – e sottolineo nessuno – di questi, la fissazione per legge di una soglia minima inderogabile ha provocato quegli effetti nefasti che, da Meloni in giù, raccontano ai cittadini. Al contrario, si sono registrati solo miglioramenti. Il fatto certo invece è che l’Italia, uno dei 5 Stati ad esserne sprovvisto, è l’unico dell’area Ocse in cui i salari reali sono diminuiti negli ultimi trent’anni: -2,9%. Mi permetta di chiarire un punto”.

 

Prego.

“Al contrario di una certa vulgata che vede la contrattazione collettiva e il salario minimo come due elementi inconciliabili, noi crediamo fermamente il contrario. La Germania ne è l’esempio lampante. Diversamente da ciò che, in modo del tutto scorretto, qualcuno vuole far credere, il M5S non intende in alcun modo inficiare il lavoro di sindacati e organizzazioni datoriali, che restano il perno del nostro sistema di relazioni industriali. È però impossibile non vedere che, ormai da tempo, la contrattazione stessa da sola non è più in grado di garantire quanto prescritto dalla Costituzione all’art. 36. Continuare a chiudere gli occhi solo per di scontentare qualcuno o per non scalfire certe rendite di posizione finisce con l’arrecare un danno all’intero Paese”.

 

In conferenza stampa, Meloni e la ministra del Lavoro Calderone hanno rivendicato, in sostanza, di aver messo fuorigioco i contratti “pirata”. Non le sembra positivo?

“Purtroppo non è così. Il decreto stabilisce che il ‘salario giusto’ è il trattamento economico complessivo (Tec) fissato dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, legando la sua applicazione all’accesso ai bonus da parte delle aziende. Ma indicare come parametro il Tec, che ricomprende tutti gli elementi retributivi compresi benefit e welfare aziendale, e non il trattamento economico minimo (Tem) non esclude la possibilità che un lavoratore continui a essere sottopagato. Un trucco con cui ‘tenere buoni’ pure i sindacati ‘gialli’, all’apparenza svantaggiati da questo provvedimento”.

 

Nel celebrare il 1° Maggio, la presidente del Consiglio è tornata a sciorinare i positivi sull’occupazione e il calo della disoccupazione. Nemmeno su questo punto vi trovate d’accordo?

“In questi anni c’è stato un aumento quantitativo dell’occupazione, ma non qualitativo. Abbiamo 12,6 milioni di inattivi, metà dei quali sono giovani: persone che non studiano né lavorano e il cui aumento produce l’effetto ottico di far calare la disoccupazione. Ancora. Il 9% dei lavoratori full time in questo Paese è in assoluta, il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni è a rischio di povertà lavorativa e 6,2 milioni di occupati – il 25% del totale – prendono meno di 1.000 euro al mese. Sa cosa significa? Che quello che è stato creato altro non è che lavoro povero. Il fatto che il cresca dello zero-virgola ne è la riprova. Da quando la destra è al governo, l’occupazione è aumentata quasi esclusivamente fra gli Over 50 per via della stretta sulle , iniziata con la cancellazione di Opzione donna e culminata con l’aumento dell’ pensionabile nell’ultima Manovra. Altro che abolire la legge Fornero: l’hanno addirittura peggiorata”.

 

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