Un fondo europeo da 500 miliardi, finanziato con eurobond, per sostenere transizione energetica e industria. È la proposta lanciata da Pasquale Tridico, capodelegazione M5S al Parlamento Ue, in un momento segnato dalla nuova crisi in Medio Oriente e dal peso crescente sulle famiglie.
Secondo Tridico, come riporta l’intervista di Repubblica, l’Italia paga più di altri Paesi. “È la dimostrazione del fallimento della diplomazia del gas della Meloni, che va in giro per i Paesi produttori a stringere sempre nuovi accordi, e così passiamo da una dipendenza all’altra”. Il punto, insiste, è cambiare strada: “Le crisi energetiche degli ultimi anni, dal Covid in poi, ci dimostrano che l’unica via possibile è quella delle rinnovabili”. Non una soluzione immediata, ma una scelta di prospettiva: “Non sono la risposta alla crisi nel breve periodo, ma se partiamo sempre da un’altra idea non usciremo mai dalla nostra vulnerabilità”.
A pesare, per Tridico, ci sono anche fattori interni. “Da noi c’è anche una forte speculazione. Sono reazioni che non si verificherebbero se avessimo puntato davvero sulle rinnovabili, e se avessimo separato il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”. E aggiunge: “Sono scelte sbagliate, inclusa quella di non tassare gli extraprofitti delle aziende energetiche”.
Sul fronte europeo, il tema resta aperto. “Ho sollevato la questione con Dombrovskis, e mi ha risposto che non c’è abbastanza consenso. Ma i singoli Stati possono intervenire. L’Italia ne avrebbe tutte le ragioni”. Poi l’affondo politico: “Forza Italia e Lega hanno bocciato il mio emendamento al bilancio Ue che andava in questa direzione”.
Critiche anche sulle regole fiscali: “Meloni e Giorgetti dovrebbero prendersela con sé stessi, visto che dopo il Covid hanno approvato regole che oggi rischiano di ingabbiarci”. La via d’uscita, per Tridico, resta europea: “Il debito comune ha una sostenibilità maggiore di quello nazionale”. E nel breve periodo serve protezione sociale: “Bisogna sostenere famiglie e imprese, ma poi servono strategie nazionali ed europee”.
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