lunedì 25 Maggio 2026

“La Nato spingerà le aziende Ue per la difesa ad un aumento della produzione”

Secondo il Financial Times Rutte incontrerà settimana prossima i vertici di queste industrie per esortarli a produrre più arsenali anche senza una richiesta del governo. Il tutto per accontentare Donald Trump e rendere l'Europa militarmente indipendente

Da Laura Laurenzi
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Le aziende europee per la difesa saranno sollecitate a nuovi investimenti e a un rapido aumento della produzione militare, in vista del vertice della Nato previsto a luglio ad Ankara, in Turchia. A riferirlo è il quotidiano economico Financial Times, secondo cui il Segretario Generale Mark Rutte incontrerà già la prossima settimana a Bruxelles i vertici delle principali industrie che si occupano della difesa.

Si tratterà di una strategia con un duplice obiettivo: da un lato aiutare l’Europa a diventare più indipendente dal punto di vista militare e a rafforzare i propri programmi di riarmo e sicurezza; dall’altro questa manovra non potrà che accontentare le richieste del presidente Usa, Donald Trump, il quale continua a premere affinché i membri della Nato aumentino le loro capacità di difesa, anche acquistando armamenti e arsenali proprio dagli Stati Uniti.

La richiesta alle aziende Ue

Sembra che l’Alleanza abbia già chiesto alle imprese interessati informazioni sui principali piani di investimento e sulla loro capacità di aumentare la produzione, con particolare attenzione a settori come la difesa aerea e i missili a lungo raggio. Il quotidiano ha sottolineato come la convocazione in contemporanea di un così ampio gruppo di industriali sarebbe una manovra piuttosto insolita, tanto da far prevedere un radicale cambio della gestione della difesa europea.

La Nato accontenta ancora Trump

L’ipotesi principale vede Rutte intenzionato a incoraggiare queste aziende ad accelerare i loro investimenti, senza attendere nuovi e consistenti ordini governativi. In questo modo si potrebbe dimostrare che l’impegno preso dagli alleati Usa al vertice dell’Aja dello scorso anno, in cui venne concordato l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil, si sta traducendo in risultati concreti. In più questa spinta al riarmo aiuterebbe l’Europa a sopperire ad un possibile allontanamento dell’esercito statunitense dal continente.

Inoltre, questo aumento della produzione potrebbe consentire a Trump di rivendicare il merito di aver spinto gli alleati europei a rafforzare il proprio settore delle difesa. Resta da capire in che modo questa riunione possa effettivamente modificare le intenzioni dell’Ue e della Nato sul tema della difesa, anche in considerazione delle difficoltà economiche provocate dalla guerra in Iran e dalla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz.

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