domenica 31 Maggio 2026
Giorgia Meloni

Il drone in Romania riapre le crepe in maggioranza: Meloni condanna, Salvini tace e Vannacci accusa l’Ucraina

Il caso ha riacceso le distanze della coalizione sulla guerra tra Kiev e Mosca. Magi: “Se Putin dovesse attaccare l’Europa, un vicepremier filorusso sarebbe un problema per Meloni”

Da Laura Laurenzi
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La notizia della caduta di un drone russo sul territorio della Romania è arrivata in un momento piuttosto particolare per il Governo Meloni. A un anno dalle elezioni politiche anche i suoi alleati cercano la luce dei riflettori, con l’obiettivo di guadagnare qualche consenso in più in vista delle urne. Poco importa se questa mossa potrebbe mettere a repentaglio la salute già fragilissima della coalizione di maggioranza. Così, mentre Giorgia Meloni definiva un “atto gravissimo che mette a rischio la sicurezza europea” quello avvenuto sul territorio di uno Stato alleato e membro dell’Ue, Salvini si diceva contrario a un nuovo centro per migranti a Piacenza.

Salvini resta in silenzio

Solo dopo qualche ora, la Lega ha pubblicato una nota che non citava la Russia. “Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare con convinzione e determinazione per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti”, si legge nel messaggio ambiguo condiviso. D’altronde, solo pochi giorni fa il Carroccio si è detto espressamente contrario all’adesione dell’Ucraina nell’Ue perché provocherebbe “danni economici e sociali”. Una posizione necessaria anche a tenere testa al partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che prende sempre più spazio nell’estrema destra.

Vannacci si smarca

Eppure, l’ex generale è riuscito a prendere una posizione ancora più dura rispetto al silenzio del vicepremier. “Ma secondo voi, che interesse avrebbe oggi la Russia a colpire un paese della Nato? E sempre secondo voi, che interesse avrebbe invece oggi l’Ucraina a colpire un paese della Nato facendo credere che siano stati i russi, proprio nel momento in cui si parla dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea? Pensateci”, ha dichiarato, lasciando intendere che il drone sia stato una mossa orchestrata da Kiev per attirare l’attenzione dell’Ue, troppo concentrata sulla guerra in Iran.

Il conflitto russo-ucraino continua a creare divergenze nella maggioranza, sin dall’inizio spaccata sulla decisione di continuare a sostenere economicamente e militarmente Kiev. Nel campo progressista è il segretario di +Europa, Riccardo Magi, a ricordare il pericolo di questa spaccatura: “Se la Russia dovesse attaccare ancora l’Europa anche solo intensificando l’incursione di droni, un vicepremier filorusso come Salvini sarebbe un problema per Meloni”.

La condanna compatta del campo progressista

Nel centrosinistra, la situazione è meno tesa. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso solidarietà e vicinanza alla Romania, condannando lo sconfinamento in territorio europeo e il perdurare degli attacchi in Ucraina. Il Presidente del M5S, Giuseppe Conte, si è espresso duramente contro l’episodio, ricordando però anche la violazione compiuta oggi da Israele, che ha sparato su un aereo civile scambiandolo per un drone che sorvolava la Cisgiordania. Un tentativo di sottolineare il costante doppio standard adottato dall’Italia e dall’Ue con Mosca e Tel Aviv.

Carlo Calenda, leader di Azione, ha ricordato come da mesi continui a ripetere che il rischio che la Russia attacchi deliberatamente o meno un Paese europeo esista e non sia trascurabile. Per questo, l’Unione europea deve riprendere i dialoghi con Mosca nel tentativo di dissuaderla dai suoi obiettivi. “Altrimenti, il rischio della guerra sarà molto più vicino”.

Leggi anche: La Romania dichiara il Console generale russo “persona non grata”

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