Dopo la mezzanotte, a Enego – in provincia di Vicenza –, un uomo con il volto coperto ha lasciato delle bottiglie incendiarie davanti all’abitazione di Adriano Cappellari, un giovane cronista che si occupa della questione di Caivano a Napoli e segue le attività di don Maurizio Patriciello. I carabinieri e i vigili del fuoco sono intervenuti prontamente per spegnere le fiamme e per disinnescare alcune bombolette di gas inesplose.
L’Altipiano, il quindicinale per cui scrive Cappellari, ha spiegato che il giornalista aveva passato la serata insieme ai vicini ed era appena rientrato. Mentre i genitori si trovavano in vacanza. “Il responsabile, ndr – ha lasciato sul posto anche una lettera con la solita matrice e le solite minacce accomunando ancora una volta Cappellari, don Maurizio Patriciello e la premier Giorgia Meloni”, racconta l’Altipiano.
“Sono sconvolto”, è invece il primo commento di Cappellari, che ancora incredulo afferma: “Evidentemente qualcuno mi sorveglia, non riesco a capire il motivo di tanto accanimento”. Il giovane giornalista aveva ricevuto, mesi fa, delle lettere anonime su cui erano riportate minacce pesanti e inviti a interrompere il suo impegno come professionista. Insieme al testo, c’era un suo ritratto con una “x” sul viso.
Le reazioni
La prima a intervenire sulla vicenda è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego”. Ha aggiunto: “Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione”. Ha infine concluso: “Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire”.
Ma non è l’unica. La segue il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che denuncia “un altro grave e vile atto intimidatorio” e afferma: “Colpire un giornalista per il suo lavoro significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia”. Interviene poi anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Di fronte a episodi di tale gravità è necessario ribadire con fermezza che lo Stato non arretra davanti a chi tenta di diffondere paura e violenza. A quanti operano ogni giorno per affermare la verità, la legalità e il rispetto delle regole deve giungere il sostegno unanime delle istituzioni”.
La condanna ovviamente è bipartisan. Anche diversi esponenti dell’opposizione hanno espresso vicinanza al giornalista. Tra questi il deputato del M5S Enrico Cappelletti: “Esprimo a Adriano Cappellari tutta la solidarietà mia e del Movimento 5 Stelle per le minacce subite e per i vili tentativi di intimidazione. La libertà di stampa va difesa senza esitazioni”.
Immediata anche la reazione dell’Ordine dei giornalisti del Veneto: “Dimostra ancora una volta che non esistono luoghi immuni dalla violenza, nemmeno nel nostro Veneto che si definisce onesto, e che l’impegno contro la criminalità organizzata non deve avere confini”. Nella nota esprime solidarietà a Cappellari e vicinanza alla famiglia.
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