domenica 31 Maggio 2026
Funerali di Montefalcone e Sommacal. ANSA_Paolo Zeggio

Immersione alle Maldive, Genova dà l’ultimo saluto a Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal

Chiesa gremita per i funerali della professoressa dell'Università di Genova e di sua figlia, morte durante un'immersione alle Maldive. L'arcivescovo: "La morte non ha l'ultima parola"

Da Giustino Marai
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Una chiesa gremita ben oltre la sua capienza, centinaia di persone dentro e fuori San Francesco di Pegli e un lungo applauso all’uscita dei feretri. Genova ha dato l’ultimo saluto a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia Sommacal, morte insieme ad altre tre persone durante un’immersione in una grotta subacquea alle Maldive.

Il dolore di una comunità

La chiesa era affollata già prima dell’inizio delle esequie. In prima fila il marito di Monica, Carlo Sommacal, e il figlio Matteo, circondati dagli amici. Presenti anche il rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, il vicesindaco Alessandro Terrile, docenti, ricercatori e studenti del Distav (il Dipartimento delle Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita).
“Confesso la mia inadeguatezza davanti al mistero della morte”, ha detto il parroco don Pierino Cattaneo. “È un dolore che non può essere detto perché le parole non sono in grado di contenerlo ed esprimerlo”. Ricordando la profonda fede di Monica, ha aggiunto: “Nell’anima di tutti ha fatto irruzione una lancinante domanda: perché? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me, anche se muore non morirà in eterno. Ma quanta fede ci vuole”.

“Non dovevamo salutarci così”

Tra i momenti più toccanti della cerimonia, il ricordo di Federico Colombo, fidanzato di Giorgia. “Non dovevamo salutarci così. Ricordo l’ultima volta che ci siamo salutati. Una frase semplice, che si è trasformata nell’ultimo saluto. E io sono qui ancora ad aspettarti”. Con la voce spezzata ha parlato dei progetti condivisi: “Non avevo più paura del futuro con te. Ti vedevo arrivare con il vestito bianco, bellissima. Ti vedevo sorridere davanti a Dio”. Poi il pensiero alla famiglia: “Papà Carlo, mi hai guardato e detto di prendermi cura di Giorgia e spero di averlo fatto in modo da renderti orgoglioso. Ti prometto che ci sarò sempre, perché da oggi la tua famiglia sarà la mia”.

Il ricordo di Monica

Nel corso della celebrazione sono intervenuti anche colleghi e docenti dell’Università di Genova. “Monica era la nostra guida”, hanno scritto i ricercatori del Distav. “La strada si è interrotta improvvisamente lasciando un vuoto che ci sembra impossibile da colmare”.
L’arcivescovo Marco Tasca ha invitato tutti a custodire i ricordi: “Pensiamo al sorriso di Monica e Giorgia. La morte non può cancellarlo. I ricordi belli vissuti insieme non muoiono: continuano a vivere nel cuore di chi resta”. E ancora: “La morte non ha l’ultima parola”.
Al termine della funzione, un interminabile applauso ha accompagnato i due feretri fuori dalla chiesa. Nella piazza sono rimasti familiari e amici più cari, stretti in un ultimo, silenzioso abbraccio.

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