Ottant’anni dopo il referendum che sancì la nascita della Repubblica, l’Italia celebra il 2 giugno: la cerimonia si è aperta all’Altare della Patria con la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo messaggio ha ricordato il significato storico del voto del 1946 e il valore della Costituzione come fondamento della convivenza democratica.
Il referendum che cambiò l’Italia
Il 2 giugno 1946 oltre 25 milioni di italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra monarchia e repubblica dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra. Fu una consultazione storica che, per la prima volta, vide la partecipazione al voto delle donne. L’affluenza superò l’89% degli aventi diritto e la Repubblica prevalse con il 54,27%, aprendo una nuova fase della storia nazionale.
Da allora quella data è diventata la festa della Repubblica italiana.
La cerimonia all’Altare della Patria
Poco dopo le 9, accolto dal ministro della Difesa Guido Crosetto e da un picchetto militare interforze, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto. Alla cerimonia hanno partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana.
A rendere ancora più solenne il momento è stato il passaggio delle Frecce Tricolori sopra il Vittoriano, primo appuntamento di una giornata che culminerà con la tradizionale parata militare ai Fori Imperiali.
Mattarella: “Un atto di libertà senza precedenti”
Nel suo messaggio per l’ottantesimo anniversario, il capo dello Stato ha sottolineato il significato di quella scelta compiuta dagli italiani. “Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”.
“La Costituzione è la nostra casa comune”
Mattarella ha quindi richiamato il valore attuale di quella eredità storica: “Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, ‘casa comune’ che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà”.
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