Nella notte tra il 6 e il 7 giugno un incendio si è verificato all’interno dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esausto della centrale di Chernobyl. A far scaturire le fiamme sarebbe stato un drone di origine russa, come riferito dalla società statale ucraina per l’energia nucleare Energoatom. L’episodio si inserisce in un più vasto attacco che si è registrato in Ucraina, in rappresaglia ai bombardamenti di Kiev su San Pietroburgo che si sono verificati tra il 5 e il 6 giugno.
L’attacco a Chernobyl ha riacceso però i timori per le possibili conseguenze che i danni alle centrali nucleari potrebbero avere sulla popolazione europea. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha parlato di danni significativi alla struttura, ma ha anche rassicurato sui livelli di radiazione nei pressi dell’impianto che sono rimasti entro i limiti stabiliti. Un team di esperti visiterà a breve il luogo dell’incendio per avere maggiori informazioni.
La rappresaglia russa in Ucraina
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha parlato di un “attacco estremamente vile”, ricordando che l’obiettivo sarebbe un’infrastruttura di importanza critica e sottolineando i pericoli di colpire centrali nucleari con droni o missili. “Mi sembra indubbio che la sfrontatezza della Russia sia aumentata, superando da tempo ogni limite”, ha aggiunto, invitando la comunità internazionale a intervenire con azioni concrete affinché Mosca venga indebolita.
Il leader di Kiev ha poi aggiunto che la Russia avrebbe colpito anche altri territori e infrastrutture, usando 88 missili, oltre 3.250 droni d’attacco e circa 1.800 bombe aeree. Nella notte la città di Zaporizhzhia ha subito un black out parziale. I raid avrebbero provocato due decessi in tutta la nazione, come reso noto dalle autorità.
Gli attacchi ucraini a San Pietroburgo
La stessa Ucraina, però, continua a sferrare attacchi sempre più brutali contro la Russia. Nella notte alcuni droni ucraini hanno colpito 26 obiettivi nei territori occupati dalle truppe russe e nella regione russa di Bryansk, come reso noto dal comandante delle Forze dei sistemi senza pilota, Robert Brovdi. “Queste sono le nostre sanzioni”, ha commentato Zelensky. Questo attacco segue di poche ore il brutale raid contro la città di San Pietroburgo, dove nei giorni scorsi si era tenuto il Forum internazionale dell’economia, alla presenza dello stesso Vladimir Putin.
Le autorità russe hanno riferito che l’esercito avrebbe abbattuto almeno 140 droni ucraini. I bombardamenti avrebbero provocato un incendio in un edificio militare, dove diverse persone sono state evacuate. Il sindaco della città, Alexander Beglov, ha riferito di tre cittadini rimasti lievemente feriti. Lo scorso 3 giugno, San Pietroburgo era stata l’obiettivo di un altro raid. I droni di Kiev in quell’occasione avevano colpito una base navale e alcune infrastrutture militari ed energetiche.
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