Un Boeing 787-9 Dreamliner di American Airlines, partito sabato da Roma Fiumicino e diretto a Philadelphia, è stato costretto ad atterrare d’emergenza a Dublino dopo il malore accusato da sei membri dell’equipaggio di cabina. Il volo AA719 era decollato intorno alle 12.57 e si trovava sull’Atlantico quando i piloti hanno deciso di invertire la rotta e dirigersi verso l’Irlanda.
Il malore a bordo
Secondo le prime ricostruzioni, l’aereo era in volo da circa tre-quattro ore quando sei dei nove assistenti di volo hanno riferito vertigini e malessere. I piloti hanno comunicato l’emergenza medica al controllo del traffico aereo e hanno scelto l’atterraggio precauzionale a Dublino.
All’arrivo, il velivolo è stato raggiunto dal personale sanitario. American Airlines ha confermato la presenza di un «odore sgradevole» o anomalo a bordo e ha fatto sapere che anche un passeggero è stato visitato dai paramedici. Nessun problema sarebbe stato invece segnalato dai piloti.
L’ipotesi dell’aria contaminata
Escluse, almeno in questa fase, intossicazioni alimentari o malattie infettive, l’attenzione si concentra sui sistemi di ventilazione e sulla possibile presenza di fumi o agenti contaminanti entrati dall’esterno.
Il Boeing 787 ha un sistema diverso rispetto ad altri modelli: l’aria in cabina non viene prelevata dai motori, ma aspirata dall’esterno tramite compressori dedicati. Questo riduce il rischio di contaminazione da olio lubrificante, ma lascia aperta l’ipotesi che il velivolo abbia attraversato una massa d’aria alterata, forse collegata agli incendi in Francia.
Il precedente e i risarcimenti
Il caso ricorda un episodio del 2019, quando un altro volo American Airlines, da Londra a Philadelphia, fu dirottato a Dublino per esalazioni provocate da un detersivo rovesciato in cambusa.
Ora per la compagnia si apre anche il nodo dei risarcimenti. Secondo la giurisprudenza europea, il malore improvviso dell’equipaggio rientra nel normale rischio operativo. Per evitare un conto che potrebbe superare i 100mila euro, American Airlines dovrà dimostrare che l’eventuale contaminazione è stata causata da un fattore esterno, imprevedibile e fuori dal proprio controllo.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





