La lettera che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha inviato lo scorso 4 giugno al suo omologo russo, Vladimir Putin, non era una semplice richiesta di incontro, ma una dura sfida politica che ha spinto il Cremlino a rifiutare il vertice, definendo la missiva “maleducata”. In questo modo l’Ucraina ha ottenuto l’ennesima dimostrazione che a non voler porre fine alla guerra è solo Mosca.
Nel testo, Zelensky attacca frontalmente la leadership russa, sottolineando l’isolamento internazionale di Mosca. “Oggi dipendete completamente dalla Cina e siete i primi nella storia russa a chiedere assistenza a Pyongyang”, scrive il leader di Kiev, mettendo in luce il logoramento dell’economia e la stanchezza del popolo russo di fronte alle conseguenze della guerra, tra cui l’aumento dei prezzi e il razionamento della benzina.
Zelensky: “Putin ha sottovalutato Kiev”
“A loro non piacciono i nostri droni, i missili e le restrizioni costanti”, è la sua considerazione, seguita dall’ennesima critica a Putin, colpevole di aver sottovalutato le capacità di Kiev. L’Ucraina avrebbe resistito al conflitto più a lungo di quanto il Cremlino e i suoi esperti avessero stimato. Si tratta di una serie di considerazioni che non aprono di certo ad un confronto franco e produttivo, ma che sembrano più una sorta di sfida.
Dal punto di vista militare, la lettera evidenzia come l’esercito russo sia ormai impantanato nel conflitto. Zelensky cita le 30mila perdite recenti e il presunto fallimento degli obiettivi territoriali.
Il Donetsk non più conquistabile
Inoltre, secondo il presidente ucraino, ormai la Russia sarebbe del tutto impantanata nel conflitto e impossibilitata a raggiungere i suoi obiettivi: “Rimandi regolarmente le tue stesse scadenze per la conquista delle nostre regioni, in particolare quella del Donetsk. E non la conquisterai neanche quest’anno”. Secondo Zelensky, il Cremlino starebbe valutando di allungare il conflitto fino al 2028 coinvolgendo sempre più la Bielorussia. Mentre la sua proposta è quella di sfruttare il supporto Usa per controllare il cessate il fuoco al fronte, al fine di creare un accordo che abbia più speranza di sopravvivere rispetto a quello di Minsk.
La minaccia alla sopravvivenza di Putin
La lettera si conclude con un avvertimento diretto sulla stabilità del Cremlino: “L’Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza, ma anche tu dovrai combattere più duramente per la tua. Quando la Russia si stanca, il cambiamento arriva”. La proposta sembra quindi più un diversivo che un vero segnale di apertura nei confronti della Russia. Sia Kiev che Mosca restano arroccate sulle loro posizioni, mentre il conflitto prosegue ormai da più di quattro anni.
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