L’Associazione nazionale magistrati (Anm), il Sindacato di Polizia Penitenziaria e il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe) non hanno accolto di buon grado le dure parole che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha riservato al procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia. Il Guardasigilli è accusato di non voler riconoscere la catastrofica situazione in cui versano le carceri italiane, non ammettendo le mancanze del suo Governo in riferimento all’emergenza legata a queste strutture.
Lo scontro tra De Lucia e Nordio
Lo scontro è nato il 24 luglio, dopo che il procuratore De Lucia, nel corso di un incontro sul racket del pizzo organizzato da Assostampa, ha spiegato che gli istituti di pena “non sono più sotto il controllo dello Stato ma sotto le organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono”. Un’affermazione che ha scatenato l’ira di Nordio, che ha risposto: “È De Lucia che ha perso il controllo di sé stesso. È di una gravità inaudita che un procuratore offenda l’intero corpo della polizia penitenziaria che svolge il proprio dovere con il rischio della vita”.
L’Anm: “Da Nordio un attacco scomposto e inaccettabile”
L’Anm è quindi intervenuta a sostegno del procuratore, sottolineando come “davanti all’allarme di un procuratore in prima fila nella lotta alla mafia, la reazione del ministro della Giustizia lasci interdetti”. Secondo il sindacato dei magistrati, quello di Nordio sarebbe un “attacco scomposto e inaccettabile”, mentre ciò che serve veramente è un intervento strutturato ed efficace per rendere la vita nelle carceri dignitosa sia per i detenuti che per le forze dell’ordine che vi operano.
L’ira dei sindacati della polizia penitenziaria
Anche i sindacati della polizia penitenziaria si sono scagliati contro le parole del Guardasigilli. Né il Sappe né il Sindacato Polizia Penitenziaria, infatti, hanno visto nelle parole di De Lucia un attacco ai dipendenti che lavorano nelle carceri. Per Aldo Di Giacomo, del Sindacato Polizia Penitenziaria, “se c’è qualcuno che ha perso il controllo di sé stesso è il ministro Nordio”. Il sindacalista ha ricordato che le dichiarazioni del procuratore di Palermo fanno riferimento anche alla minaccia ai giudici inviata dal carcere dal boss Nino Madonia, che sta scontando sette ergastoli detenuto al 41bis per diversi omicidi.
Inoltre, il sindacato ha specificato che l’allarme lanciato da De Lucia è lo stesso che ormai da anni continuano a veicolare i loro iscritti tramite i comunicati stampa emanati per alzare il livello dell’attenzione prima di tutto del ministero della Giustizia, del Dap e del Parlamento. Della stessa opinione è anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, secondo cui “le dichiarazioni del procuratore capo di Palermo non possono e non devono rappresentare un’offesa al Corpo”. In più, il segretario ha ricordato come le decisioni politiche adottate in questi anni non abbiano fatto altro che rendere il lavoro degli agenti penitenziari più difficile.
La critica di Antoci (M5S) al Guardasigilli
Una dura critica a Nordio arriva anche dalla politica. Giuseppe Antoci, parlamentare europeo del M5S, componente della commissione Giustizia, ha ricordato come nelle carceri italiane siano stati dati ordini di compiere attentati a fini estorsivi e pestaggi anche attraverso videochiamate. “Dov’era il ministro Nordio?”, si è chiesto, aggiungendo che, invece di attaccare i magistrati, il Guardasigilli dovrebbe occuparsi di rafforzare l’organico della polizia e soprattutto di rendere il loro lavoro più semplice.
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