La Procura di Napoli ha chiuso le indagini che riguardano la validità della laurea in Economia e Management di Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei salita alla ribalta per la sua relazione con l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e per le varie vicende legali che ne sono conseguite. Secondo l’accusa, la 43enne avrebbe copiato buona parte della sua tesi di laurea, dichiarando il falso sottoscrivendo una “Dichiarazione di originalità dell’elaborato”, indirizzata all’Università Telematica Pegaso.
L’ipotesi di plagio della tesi di laurea
Le indagini sono partite un anno fa, dopo che lo stesso ateneo ha sollevato il caso con un esposto denuncia, considerandosi parte lesa della vicenda. A quanto si apprende, inoltre, l’università dovrebbe costituirsi parte civile a tutela del nome dell’ateneo. Gli accertamenti avrebbero permesso di rilevare una percentuale di plagio pari al 91%, di cui il 70% proverrebbe da un’unica altra fonte.
Boccia avrebbe presentato come propria una tesi dal titolo “Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”, che però sarebbe attribuibile sia nel contenuto che nel titolo al lavoro di una studentessa che si è laureata all’Università Luiss di Roma nell’anno accademico 2017/2018. A Boccia si contesta anche il fatto che proprio da questa tesi di laurea deriverebbe il conseguimento del titolo di laurea, ottenuta nel 2023.
Boccia: “Io sotto una lente di ingrandimento”
Con la chiusura degli atti di indagine, ora l’imprenditrice di Pompei avrà la possibilità di depositare le sue memorie, produrre documenti e chiarire in fase di interrogatorio la sua versione dei fatti. Boccia però non ha accolto passivamente la notizia. La 43enne si è definita “sotto una lente di ingrandimento” e ha ribattuto alle accuse, ricordando che sarebbe Gennaro Sangiuliano a essere indagato in tre procedimenti che la vedono come parte lesa.
Si tratterebbe di tre indagini in cui si contestano lo stalking e la diffamazione aggravata e il reato di atti persecutori. Immediata la replica degli avvocati dell’ex ministro, secondo cui le posizioni che emergono dalla magistratura sarebbero ben diverse: “La signora Boccia è imputata per stalking, il dottor Sangiuliano è la parte lesa”. Inoltre, i legali hanno ribadito che al momento non sarebbe pervenuto loro alcun atto su presunte indagini a carico del loro assistito.
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