lunedì 15 Giugno 2026
Antonio Angelucci. ANSA_Maurizio Brambatti

La sanità privata esclusa dall’aumento automatico: il regalo del governo ad Angelucci

Un emendamento proposto dalla Lega esclude il comparto dal meccanismo che mitiga l'impatto dell'inflazione sugli stipendi dei lavoratori il cui CCNL è scaduto. Ricciardi: «Una scelta ignobile»

Da Giustino Marai
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Un della Lega inserito nel decreto Primo Maggio esclude i lavoratori della sanità privata dal meccanismo di adeguamento automatico degli previsto quando il contratto collettivo è scaduto da più di nove mesi. A ricostruire la vicenda è Roberto Rotunno su Il Fatto Quotidiano, che sottolinea come la deroga favorisca un settore nel quale è fortemente presente Antonio Angelucci, deputato leghista, imprenditore della sanità privata e proprietario di diversi quotidiani di destra.

La norma e l’emendamento

La norma generale prevede che, dopo nove mesi dalla scadenza del contratto, ai lavoratori venga riconosciuto un aumento collegato al 50% dell’inflazione. La misura migliora parzialmente il testo iniziale approvato dal Consiglio dei ministri, che fissava l’adeguamento al 30% e lo faceva scattare dopo dieci mesi.
L’emendamento stabilisce però che il meccanismo non si applichi alle strutture sanitarie e sociosanitarie private, oltre che nei settori caratterizzati da stagionalità e ricavi incerti, vale a dire gran parte del comparto turistico. In questo modo i datori di lavoro non saranno obbligati a riconoscere automaticamente il recupero salariale, nonostante i ritardi nel rinnovo dei contratti e la perdita di potere d’acquisto accumulata dai dipendenti, spesso già mal pagati e precari.

Gli interessi di Angelucci

La famiglia Angelucci controlla un vasto gruppo di cliniche e residenze sanitarie accreditate in Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania, alimentato ogni anno da centinaia di milioni di euro di rimborsi pubblici. Già deputato di , Antonio Angelucci è poi passato alla Lega, ma la sua attività parlamentare è pressoché inesistente: secondo Openpolis, nella legislatura in corso ha disertato oltre il 99% delle votazioni elettroniche.
Molto più intensa è stata la sua attività imprenditoriale ed editoriale. Negli anni Angelucci ha riunito nella propria orbita Libero, Il Tempo e Il Giornale, costruendo non un semplice polo conservatore, ma una potente macchina mediatica schierata a sostegno della destra e pronta a difendere gli interessi economici e politici del proprietario.

Ricciardi (M5s): «Una ignobile»

La deputata del Movimento 5 Stelle Marianna Ricciardi ha definito «ignobile» l’emendamento. «Si ha paura di pagare di più e meglio chi assiste gli anziani o chi lavora una stagione intera sotto il sole su una spiaggia, oppure siamo davanti all’ennesima scelta che scarica il costo del lavoro sui lavoratori per tutelare i margini di chi quelle attività le possiede?».
Altrettanto dura la nota dei suoi colleghi di partito, che parlano di «una norma dal forte odore di incostituzionalità» che danneggia i lavoratori ma fa esultare Angelucci, «re delle cliniche private ed elemento centrale della propaganda di a suon di fango sugli avversari attraverso i giornali di cui è proprietario. Abbiamo presentato un emendamento per l’ al fine di cancellare questa vergogna, ma il Governo ha blindato il decreto con la ».

I : «Regalo ai datori di lavoro»

anche da Fp , Cisl Fp e Uil Fpl: «Ancora una volta, chi lavora nelle strutture sociosanitarie accreditate viene trattato come una categoria di serie B». Secondo i sindacati, il Decreto «introduce una deroga che rischia di penalizzare proprio lavoratrici e lavoratori già segnati da salari bassi, carichi elevati e rinnovi contrattuali troppo spesso rinviati. Così si scava un solco ancora più profondo tra lavoratori, istituzioni e parti datoriali, anziché creare le condizioni per una soluzione equa e dignitosa».
Le organizzazioni contestano anche il rinvio alla contrattazione collettiva: «Non è una garanzia: è un regalo esplicito alle controparti datoriali e a quei soggetti sindacali disponibili a firmare contratti al ribasso».
In assenza di risposte, avvisano le sigle sindacali, saranno valutate ulteriori iniziative di mobilitazione.

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