In Europa il 30% dei cittadini è scettico sull’adesione dell’Ucraina in Ue e solo l’11% è convinto che gli Stati Uniti siano ancora un alleato. A rivelarlo è un sondaggio condotto dallo European Council on Foreign Relations (ECFR), che ha raccolto le sensazioni della popolazione europea sulle evoluzioni geopolitiche in corso. Il riarmo è accolto con favore dalla maggioranza dei Paesi europei, mentre il tema è ancora diviso in Italia, Germania e Ungheria. Allo stesso modo, il nostro Paese resta scettico sulla possibilità di limitare l’acquisto di armi Usa in favore di una maggiore domanda interna all’Ue.
La rilevazione si inserisce in un momento storico delicatissimo per l’Ue, con le riflessioni sull’allargamento verso Est e la possibile creazione di una Unione che sia più indipendente e autonoma rispetto all’alleato d’oltreoceano. Una serie di cambiamenti che però creano un certo timore nei cittadini. La rilevazione dimostra che la popolazione europea osserva ancora con scetticismo una possibile apertura a Kiev.
Il 30% dell’Ue non vorrebbe l’adesione dell’Ucraina
Il 32% degli intervistati si è detto favorevole alla possibilità di creare un’Unione europea che sia più ampia ed estesa verso Est, ma con qualche dubbio sull’adesione dell’Ucraina. Tra i meno favorevoli si conta l’Ungheria, col 47% degli intervistati che considera accogliere Kiev una cattiva idea, la Bulgaria col 46% di contrari, l’Austria (42%) e la Germania (37%). Un caso particolare è l’Estonia, uno dei Paesi in prima linea per il sostegno all’Ucraina, che però per il 37% considera l’allargamento dell’Ue verso Est un’ipotesi da non perseguire.
L’Europa sempre più scettica verso gli Usa
Per quanto riguarda l’incertezza nei confronti dell’alleanza con gli Usa, i Paesi più convinti che Washington non soccorrerebbe l’Europa in caso di pericolo sono Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. La mancata fiducia nei confronti dell’amministrazione Trump segue le minacce del tycoon alla Groenlandia, così come gli attacchi in Venezuela e Iran e l’intenzione della Casa Bianca di ritirare le truppe Usa dai territori europei.
L’Ue vuole più indipendenza difensiva
Il sondaggio rivela che gli elettori dei partiti di destra ed euroscettici, come FdI di Meloni, il PVV olandese di Wilders, i democratici svedesi e il Rassemblement National francese di Le Pen, sono convinti che gli alleati europei verrebbero in loro soccorso in caso di necessità. Una convinzione che è anche il segnale del desiderio di una maggiore autonomia europea, sia dal punto di vista economico che difensivo. Un auspicio che però si scontra con il muro dell’Italia sul riarmo. Il sondaggio ha rivelato che il nostro è l’unico Paese dell’Ue che non vuole aumentare la spesa militare e che conta ancora sull’aiuto dei propri alleati nel momento del bisogno.
L’Italia è l’unica a dire “no” al riarmo
Il nostro Paese è piuttosto divisivo anche sul tema del “buy european“, ovvero sulla possibilità di ridurre la dipendenza strategica dell’Ue dalle forniture di armi Usa. Se la Danimarca, i Paesi Bassi, la Svezia, il Portogallo, la Francia e la Spagna si dicono favorevoli a una maggiore produzione di armamenti, l’Italia si mostra indecisa insieme alla Germania e l’Ungheria.
“L’Italia fa fatica a capire i tempi. I responsabili sono i mass media, la classe politica e forse anche la presenza di una popolazione anziana, in difficoltà nel cogliere i rapidi cambiamenti di questo momento storico”, ha spiegato Arturo Varvelli, direttore dell’ECFR a Roma.
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