L’opposizione prepara una risposta dura al possibile blitz della maggioranza sulla legge elettorale. Alle 12 dell’11 giugno scade il termine per la presentazione degli emendamenti al testo e il campo largo sembra pronto a rovesciare circa un migliaio di proposte di modifica. Si tratterà sia di emendamenti soppressivi sia propositivi, con l’obiettivo di impedire alla maggioranza di portare il testo alla discussione senza il mandato al relatore. Il centrodestra vorrebbe portare la legge in Aula il 26 o il 29 giugno per ottenere il via libera definitivo entro l’estate.
Gli emendamenti del campo largo alla legge elettorale
Davanti all’impossibilità di discutere un nuovo testo della legge elettorale insieme al centrodestra, il campo largo cerca di riscrivere il provvedimento attuale per liberarlo di tutti i passaggi più spinosi. Eppure, anche nel centrosinistra non mancano le divergenze. Per quanto riguarda gli emendamenti propositivi, il centrosinistra procede su percorsi differenti. Da un lato ci sono Pd e Avs che al posto delle liste bloccate vorrebbero proporre i collegi uninominali proporzionali secondo il modello del “Provincellum”. I democratici proporranno anche l’attribuzione del premio attraverso lo scorrimento delle liste plurinominali.
Il M5S, invece, proporrà un sistema proporzionale con sbarramenti modulati sulla base delle alleanze con i collegi piccoli e le preferenze. +Europa vorrebbe presentare una riproposizione del “Mattarellum”, ovvero un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritaria, secondo cui il 75% dei seggi viene assegnato ai candidati col maggior numero di voti e il restante 25% attraverso il sistema proporzionale per riequilibrare la rappresentanza. Il segretario Riccardo Magi, poi, ha spiegato di voler chiedere una norma transitoria che garantisca che la legge elettorale si applichi solo a un anno dalla votazione: “Staniamo Meloni che mira ad anticipare le urne e assumere pieni poteri”.
L’arma a doppio taglio delle preferenze
Qualche difficoltà in più si registra nel Pd per quanto riguarda il tema delle preferenze. L’area di Stefano Bonaccini vorrebbe introdurle, mentre quella di Dario Franceschini e la frangia di Articolo 1 si sono già detti contrari. I democratici hanno minimizzato sulla possibile spaccatura, sostenendo che sarà proprio il centrodestra a crollare sotto il peso delle divergenze che esistono sul tema. Solo il partito della Presidente del Consiglio e parte di Noi Moderati sono infatti favorevoli alla proposta. Il deputato di FdI, Giovanni Donzelli, ha già annunciato che il tema delle preferenze verrà demandato all’Aula.
Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si prepara già alla fuga in avanti. Il neo partito ha già presentato 7 emendamenti per la reintroduzione delle preferenze e per l’eliminazione delle quote rosa dalle liste elettorali. Nel resto del centrodestra, invece, gli unici emendamenti saranno correttivi: il primo riguarderà i voti del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta; il secondo sarà una specifica sulla salvaguardia delle prerogative del Capo dello Stato sull’indicazione del premier.
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