lunedì 15 Giugno 2026
Giorgia Meloni e Donald Trump. EPA_Yoan Valat

Meloni prova a uscire dall’isolamento: bilaterale con Trump a margine del G7

A Évian, primo faccia a faccia tra la presidente del Consiglio e il tycoon dopo la rottura di aprile. L'obiettivo è evitare ulteriori strappi e mantenere Washington agganciata alle priorità euro-atlantiche

Da Giustino Marai
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Giorgia Meloni arriverà al G7 di Évian con due obiettivi chiari: riaprire un canale diretto con dopo due mesi di rapporti freddi e uscire da quell’isolamento che lei stessa sembra essersi imposta con le defezioni al vertice tra Ue e Balcani e all’incontro di Londra con Zelensky e i leader di Regno Unito, Francia e Germania.

Il con Trump da ricucire

Il bilaterale tra Meloni e Trump non è ancora ufficiale, ma le diplomazie italiana e statunitense lavorano per organizzarlo a margine del vertice. Del resto, la presenza del presidente americano al G7 è stata confermata soltanto negli ultimi giorni e non sono esclusi ulteriori colpi di scena. Per Meloni sarebbe la prima occasione di confronto dopo il deterioramento dei rapporti segnato dagli attacchi di Trump prima al Papa e poi a lei, accusata di essere priva di coraggio e di non voler impedire all’Iran di possedere armi atomiche.
L’obiettivo è recuperare un rapporto politico che fino a pochi mesi addietro aveva rappresentato, almeno sul fronte retorico, uno dei principali punti di forza della sua strategia internazionale.

I prossimi appuntamenti Italia-Usa

Il tentativo di disgelo non passa soltanto dall’incontro tra Meloni e Trump. All’inizio della prossima settimana il ministro della Guido Crosetto sarà a Washington per vedere il suo omologo Pete . Sul tavolo ci saranno la cooperazione e i programmi europei di difesa. L’Italia ha già escluso l’adesione a , il meccanismo che prevede l’acquisto di bombe e sistemi di difesa statunitensi da consegnare a Kiev, mentre sta ancora valutando se e in quale misura partecipare a Safe.
Il 22 giugno sarà invece Antonio Tajani a volare negli Stati Uniti. A Miami parteciperà al Forum e incontrerà il segretario di Stato , già passato da Roma un mese fa, oltre al governatore della Florida Ron DeSantis.

Evitare ulteriori strappi

A Roma si considera essenziale evitare che il G7 si trasformi in un G6 con gli Stati Uniti a fare da settimo incomodo. Anche quando le posizioni divergono, la linea resta quella di mantenere Washington agganciata alle priorità euro-atlantiche.
Il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran è ovviamente visto con favore dal italiano e dagli altri paesi del G7, in sofferenza per la energetica conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ma si vuole anche evitare lo strappo sull’Ucraina, dove l’Europa e la stessa Ucraina non vogliono essere ridotte a spettatrici della trattativa diretta tra Stati Uniti e Russia.
Il possibile bilaterale di Évian servirà proprio a verificare se esistano ancora le condizioni per riallineare Roma e Washington sui principali dossier internazionali.

Agenda fitta

Il G7 sarà soltanto il primo passaggio di una fitta agenda internazionale. Il 18 e 19 giugno Meloni sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo, dove tra i principali dossier ci sarà anche il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione. Il 22 o 23 giugno è poi previsto a Berlino un vertice dedicato a Kiev nel formato E5, con Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito.
Per Palazzo Chigi sarà un’occasione per tornare stabilmente nei tavoli europei più ristretti dopo l’assenza all’incontro di Londra tra Zelensky, Starmer, Macron e Merz. Roma continua a sostenere la necessità di una linea europea comune e di un mediatore capace di rappresentarla nei negoziati, ma dovrà dimostrare di voler partecipare con continuità alla costruzione di quella posizione condivisa.

Il vertice con Macron

Il 25 giugno Meloni sarà invece ad Antibes per il vertice intergovernativo Italia-Francia, inizialmente previsto ad aprile a Tolosa.
Al vertice, oltre a Meloni e Macron, prenderanno parte nove ministri per ciascun Paese, e sarà seguito da un forum economico franco-italiano. Tra i temi centrali ci sarà il futuro del Libano dopo la conclusione della missione Unifil.
In passato, tra il presidente francese e la presidente del Consiglio non sono mancate le scintille. Anche per questo l’importanza dell’incontro va oltre i dossier che saranno discussi in quella sede. Da Roma, comunque, si precisa che i rapporti con Parigi «sono ottimi». Con la postilla che, «come sempre succede, non si può essere d’accordo su ogni cosa».

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