Un’ondata di attacchi notturni sull’Ucraina ha provocato almeno 11 morti, 53 feriti e danneggiato gravemente il complesso monastico della Kyiv-Pechersk Lavra. Le fiamme hanno avvolto il tetto della Cattedrale della Dormizione, uno dei principali simboli del cristianesimo ortodosso e sito protetto dall’Unesco. Kiev accusa direttamente Mosca, mentre la Russia sostiene che l’edificio sia stato colpito da un missile Patriot americano in dotazione alle forze ucraine.
In fiamme la Cattedrale della Dormizione
Una delle facciate della Cattedrale della Dormizione è stata sfondata e il tetto è risultato parzialmente distrutto. Secondo una prima valutazione, sarebbero state colpite anche strutture storiche vicine, tra cui parti delle fortificazioni e la Torre di Ivan Kushnik. Sul posto sono intervenute più di una dozzina di squadre dei vigili del fuoco.
La Kyiv-Pechersk Lavra, costruita a partire dall’XI secolo, comprende chiese, monasteri e un sistema di grotte sotterranee lungo oltre 600 metri. Sorge sulla riva destra del Dnipro, è da secoli una delle principali mete di pellegrinaggio dell’Europa orientale e nel 1990 è diventata patrimonio Unesco.
Zelensky: «Un atto di barbarie»
Volodymyr Zelensky ha definito quanto accaduto «un atto di barbarie russa». «Questo attacco alla Lavra è un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità. Non può esserci giustificazione per questo o per qualsiasi altro attacco russo simile», ha scritto il presidente ucraino.
Zelensky ha quindi rivolto un appello ai leader riuniti al G7 di Évian, chiedendo «una risposta decisa e sostanziale», maggiore pressione su Mosca e un rafforzamento della difesa aerea ucraina.
Mosca nega ogni responsabilità
Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha respinto ogni responsabilità, sostenendo che il monastero sia stato raggiunto da un missile Patriot di fabbricazione statunitense lanciato dalla difesa ucraina.
«Una delle ragioni del malfunzionamento di questo sistema potrebbe essere la fornitura al regime di Kiev di missili con vita operativa scaduta da parte dei Paesi occidentali», afferma Mosca. Il Cremlino ribadisce inoltre che le forze russe «non pianificano e non effettuano attacchi contro infrastrutture civili».
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