Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha annunciato la volontà di introdurre nel suo Paese una legge che vieti l’utilizzo dei social network ai minori di 16 anni. Il capo del governo ha parlato di una misura finalizzata a “salvare la salute mentale” dei bambini e degli adolescenti britannici, che per ora beneficiano di un utilizzo incontrollato di queste piattaforme.
La scelta di Starmer arriva dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116.000 risposte da parte di genitori, aziende tecnologiche e giovani dove oltre il 90% degli interpellati si sarebbe espresso a favore del divieto. Quest’ultimo riguarderà piattaforme come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X, ma non i servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal.
La proposta di Starmer in un momento di crisi
“Non voglio altro che la felicità dei miei figli“, ha spiegato in un video diffuso oggi anche per cercare di risollevare i consensi del suo partito in un periodo piuttosto complesso per la politica del Regno Unito. Il primo ministro ha chiarito di essere consapevole della contrarietà delle grandi aziende proprietarie di queste piattaforme, ma ha sostenuto che queste potranno essere affrontate anche prendendo spunto da chi ha preso questa decisione prima del Regno Unito. Il riferimento è all’Australia di Anthony Albanese, che lo scorso dicembre ha adottato questo divieto.
Lo scetticismo di Save The Children
Da diversi enti per la tutela dei minori continuano a giungere messaggi contrastanti su questo tipo di iniziative. Jeffrey Demarco, Senior Advisor di Save the Children nel Regno Unito, si è detto scettico sulla proposta perché “troppo generalizzata” e “rischiosa”. Il pericolo è che i più giovani cerchino piattaforme meno regolamentate per continuare a utilizzare i social. Il compito del governo, invece, dovrebbe essere quello di dotare i genitori e i tutori degli strumenti più adatti che rendano l’accesso ai social più sicuro.
Anche il principale avversario dei laburisti, il leader di Reform UK Nigel Farage, ha chiarito che la proposta di Starmer sarebbe inconcludente a causa della diffusione delle VPN nel Paese, ovvero delle connessioni crittografate. La reale soluzione dal suo punto di vista sarebbe quella di fornire ai minori di 16 anni smartphone con funzionalità limitate.
L’interesse dell’Italia per il divieto dei social
In Italia intanto si guarda con curiosità e attenzione a queste proposte. “Seguiamo l’esempio di Starmer”, hanno dichiarato Marianna Madia di Italia Viva-Casa riformista, e Lavinia Mennuni di FdI, fautrici del Ddl che vuole vietare nel nostro Paese i social ai minori di 15 anni e che prevede la possibilità per gli adulti di introdurre restrizioni.
Un certo interesse è stato espresso anche dalla deputata di Noi Moderati Mara Carfagna, che ha presentato una proposta per la gestione dei social. Questa prevede il divieto di accesso alle piattaforme social per i minori di 13 anni, un profilo speciale con limitazioni tra i 13 e i 16 anni e la modifica degli algoritmi e delle caratteristiche che favoriscono un uso compulsivo di queste piattaforme.
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