martedì 29 Settembre 2026
Matteo Salvini e Silvia Sardone. ANSA_MOURAD BALTI TOUATI

Lega, Salvini gioca in difesa: «Sento spesso Zaia e Fedriga»

Il segretario del Carroccio spegne le polemiche sugli striscioni contro di lui: «Siamo in democrazia». Il presidente del Friuli-Venezia Giulia va in suo soccorso: «Nessuna sommossa»

Di Redazione
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Matteo Salvini prova a ripartire da Milano e dai gazebo della Lega per le comunali del 2027. Dopo settimane di tensioni interne, sondaggi negativi e striscioni in favore di Zaia e Fedriga, il leader del Carroccio ostenta sicurezza: «Io rispetto i militanti che mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò».

Salvini: «Con Zaia e Fedriga mi sento spessissimo»

Il vicepremier ha visitato uno dei gazebo allestiti a Milano, in via Grossotto, dove i cittadini possono indicare il candidato sindaco preferito per il dopo Sala. Sulle contestazioni interne e sugli striscioni che chiedono un cambio di guida a favore di Luca Zaia, Salvini prova a non drammatizzare. «Infastidito per gli striscioni? Io adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me», ha detto. Poi la battuta: «Chi li ha messi? Non lo so, non faccio mica l’ispettore Derrick, però siamo in democrazia e ognuno mette quello che vuole».
Il leader leghista assicura di aver parlato molto con l’ala nordista: «Con Zaia e Fedriga in questi ultimi dieci giorni mi sono sentito non spesso ma spessissimo».

La cabina di regia

Per ricucire le fratture, Salvini punta sulla nuova cabina di regia del , pensata per coinvolgere e . «C’è un organismo scelto da tutti ed è Massimiliano Fedriga a chiamare le persone, quindi ci siamo. Domani si lavora», ha spiegato.
Proprio Fedriga, intervenendo a una festa della Lega in Friuli Venezia Giulia, ha provato a gettare acqua sul fuoco: «Sui giornali in questi giorni ne ho lette tante, anche su di me, cose che non sapevo e che non sono vere».
Il governatore ha definito la cabina di regia «una giusta scelta del segretario federale per ascoltare le istanze dei territori e portarle nell’azione di governo». Poi ha chiarito: «Non ci sono nuovi dirigenti, non è una sommossa o una rivoluzione».

La freddezza degli alleati

«Mi sento orgoglioso del fatto che, nonostante il caldo, migliaia di milanesi stiano venendo a darci la loro idea di città», ha detto Salvini. Che, oltre al proprio, ha in mente un altro nome per Milano: «Un candidato sindaco che mi piacerebbe si chiama Silvia Sardone».
Il ministro dei teme soprattutto i tempi lunghi: «Majorino? È assolutamente battibile. Non so come sceglieranno il candidato a sinistra, ma non ho paura. L’unica cosa che temo sono i tempi lunghi del come l’ultima volta».
Ma l’idea di aperte a tutto il centrodestra, così come la candidatura di Salvini, è accolta con freddezza dagli alleati: guarda a un profilo civico e spinge per ; altri fanno il nome del di Noi Moderati Maurizio Lupi.

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