mercoledì 15 Luglio 2026
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Il caldo record ha un colpevole: la crisi climatica

Il cambiamento climatico rende sempre più estreme le ondate di calore che colpiscono l'Europa

Di Sharon Costa
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L’ondata di che sta interessando gran parte dell’Europa non rappresenta soltanto un fenomeno stagionale particolarmente intenso. Secondo una nuova scientifica, le temperature eccezionali registrate in numerosi Paesi europei derivano direttamente dagli effetti del cambiamento climatico causato dalle emissioni prodotte dalle umane. Gli studiosi coinvolti nella ricerca sostengono infatti che eventi di questa portata sarebbero risultati praticamente impossibili se il clima terrestre non avesse subito il progressivo riscaldamento degli ultimi decenni.

Lo studio porta la firma della rete internazionale , che ha riunito ricercatori europei, britannici e statunitensi per analizzare le caratteristiche dell’attuale e confrontarle con quelle osservate in passato. I risultati mostrano un quadro molto chiaro: oggi il pianeta presenta una temperatura significativamente superiore rispetto all’epoca preindustriale e questa condizione favorisce la comparsa di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi.

Temperature senza precedenti rispetto al passato

Secondo gli scienziati, se un episodio simile si fosse verificato nel 1976, le temperature avrebbero raggiunto valori inferiori di circa 3,5 gradi. Questo confronto evidenzia quanto il riscaldamento globale abbia modificato il comportamento del clima europeo in pochi decenni.

Theodore Keing, autore principale dello studio e ricercatore dell’Imperial College di Londra, ha spiegato che il mondo risulta oggi molto più caldo rispetto al passato e che la probabilità di assistere a un’ondata di calore di questa intensità è aumentata enormemente. “Questo non sarebbe stato possibile a senza il cambiamento climatico”, ha affermato il ricercatore, sottolineando il ruolo determinante delle emissioni prodotte dalla combustione di carbone, petrolio e gas.

Gli studiosi ricordano inoltre che la temperatura media globale è aumentata di circa 1,4 gradi rispetto al periodo precedente alla rivoluzione industriale. Questo incremento modifica gli equilibri atmosferici e favorisce la comparsa di eventi estremi che colpiscono con maggiore frequenza vaste aree del pianeta.

L’Europa si riscalda più velocemente del resto del mondo

La ricerca conferma che l’Europa rappresenta il continente che si riscalda più rapidamente. Negli ultimi anni numerosi Paesi hanno registrato record storici di temperatura e la situazione continua a peggiorare.

Anche Friederike Otto, cofondatrice di World Weather Attribution presso l’Imperial College di Londra, ha ribadito che il fenomeno osservato non dipende tanto dalla configurazione meteorologica quanto dalle temperature raggiunte. “Il modello meteorologico in sé non è particolarmente insolito, ma lo sono le temperature. O almeno lo sarebbero senza il cambiamento climatico causato dall’, ha spiegato durante la presentazione dello studio.

Gli esperti hanno confrontato l’attuale situazione con le grandi ondate di calore del 1976 e del 2003. Anche rispetto all’estate del 2003, ricordata come una delle più drammatiche della europea per il numero elevatissimo di vittime, il caldo odierno risulta ancora più intenso. Il picco massimo registrato allora rimase infatti di circa due gradi inferiore rispetto ai valori osservati oggi.

Lo studio evidenzia inoltre che eventi di questo tipo risultano oggi decine o addirittura centinaia di volte più probabili rispetto al 2003, mentre sarebbero stati quasi impossibili soltanto mezzo secolo fa.

Stress termico e rischi sempre più elevati per la

Oltre alle temperature record, gli scienziati richiamano l’attenzione sul crescente fenomeno dello stress termico, provocato dalla combinazione tra caldo elevato e umidità. Questa condizione limita la capacità naturale dell’organismo di disperdere il calore e può provocare sintomi che spaziano da vertigini e mal di testa fino a conseguenze molto più gravi, compreso il collasso degli organi e la morte nei casi più estremi.

L’analisi ha preso in esame quasi 850 città europee e ha rilevato che circa il 45% di esse ha già superato, oppure potrebbe superare nel corso del mese di giugno, i propri record storici di stress termico. Il dato conferma come il fenomeno coinvolga ormai una parte molto ampia del continente.

Gli studiosi precisano inoltre che El Niño non ha avuto alcun ruolo nell’aumento delle temperature registrate durante questa ondata di calore, attribuendo invece il fenomeno all’effetto del riscaldamento globale provocato dalle emissioni di gas serra.

Ridurre le emissioni per limitare gli eventi estremi

Gli esperti ribadiscono che limitare il riscaldamento globale rappresenta una condizione indispensabile per evitare conseguenze ancora più gravi nei prossimi anni. Secondo i ricercatori di World Weather Attribution, la rapida eliminazione dei combustibili fossili costituisce uno dei passaggi fondamentali per contenere l’aumento delle temperature e ridurre l’intensità delle future ondate di calore.

L’attuale situazione, inoltre, non rappresenta un episodio isolato. Già nel mese di maggio l’Europa aveva affrontato un’altra eccezionale fase di caldo anomalo, segnale di una tendenza che gli studiosi osservano con crescente preoccupazione. Per la comunità scientifica il messaggio emerge con chiarezza: il cambiamento climatico sta modificando profondamente il clima europeo e rende sempre più probabili fenomeni estremi con conseguenze dirette sulla salute, sull’ambiente e sulla vita quotidiana di milioni di persone.

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