Il leader della Lega, Matteo Salvini, non è riuscito a convincere il centrodestra ad adottare il metodo delle primarie “dal basso” – con i cittadini che scelgono i candidati sindaco – nelle città che andranno al voto il prossimo anno. Il vicepremier ha proposto questa soluzione in vista del voto nel 2027 per risolvere l’impasse sulla scelta del candidato da parte della maggioranza di governo. Da Forza Italia, così come da FdI e Noi Moderati, sono giunti però solo scetticismo e la mancata volontà di aprire a un metodo non ancora del tutto collaudato. Il “no”, poi, è arrivato anche dal leghista Attilio Fontana. Salvini, quindi, è isolato nella Lega così come nella coalizione di maggioranza.
Il precedente dei gazebo a Milano
Il segretario del Carroccio ha visto nei gazebo a Milano, svoltisi lo scorso weekend per dare ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato che più preferivano, senza liste o preferenze, una svolta per la coalizione al governo. Dal suo punto di vista, i partiti di maggioranza dovrebbero tornare a occupare gli spazi lasciati vuoti dalla sinistra, scendendo in piazza tra la gente, guadagnando voti sui territori.
Il “no” degli alleati a Salvini
Una risposta che si contrapporrebbe anche alla “chiusura” del centrosinistra, accusato dalla maggioranza di non aprire abbastanza alle volontà degli elettori. Eppure, Salvini si è scontrato con il muro duro dei suoi alleati. “Primarie per Milano? Lasciamo perdere le chiacchiere: saranno i vertici a decidere il miglior candidato possibile”, ha dichiarato il leader di FI, Antonio Tajani, chiudendo una volta per tutte la questione. Il vicepremier azzurro propende più per candidare un civico che sappia ottenere la fiducia dei cittadini.
“Le primarie sono per chi non ha idee”, ha continuato il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, lo stesso che è in corsa come possibile candidato per le comunali di Milano. Per FdI si è espresso con chiarezza l’eurodeputato Carlo Fidanza, secondo cui le primarie sono un metodo che non è mai stato adottato dal centrodestra: “Il tavolo dei partiti di coalizione è assolutamente in grado di fare la scelta migliore”.
Fontana: “Le primarie non sono parte della nostra cultura“
Salvini è stato contestato anche da un “big” del suo partito. Il governatore lombardo, Attilio Fontana, si è espresso cautamente, ma lasciando intendere il suo scetticismo sulla proposta: “Io sono sempre dell’opinione che le primarie non siano propriamente parte della nostra cultura politica”.
Eppure, il centrodestra fatica a trovare una quadra sul nome da presentare a queste elezioni. Si fa strada anche la possibilità di una corsa non unitaria, con i vari partiti che presenteranno il loro candidato. Una scelta che però potrebbe portare a una Caporetto nel capoluogo lombardo. Le primarie, quindi, potrebbero rimanere sul tavolo ancora per un po’.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





