La leader dell’opposizione del Venezuela, Corina Machado, ha criticato il silenzio del governo di Delcy Rodriguez sulle conseguenze del sisma di magnitudo 7.5 che ha colpito il Paese nella notte tra il 24 e il 25 giugno. Secondo la dissidente, l’emergenza è stata nascosta dietro la propaganda, mentre la popolazione viene privata del suo diritto di sapere la verità. Il governo venezuelano starebbe evitando di affrontare pubblicamente l’emergenza causata dal terremoto, nonostante le immagini preoccupanti che ormai da giorni provengono dalle aree più colpite dal disastro.
Le istituzioni sarebbero in affanno e incapaci di gestire una catastrofe di questa portata. Al momento sono 1.719 i morti accertati e circa 5mila i feriti, ma si teme che questi numeri possano continuare a crescere. I dubbi maggiori, infatti, riguardano il numero dei dispersi. Secondo le stime delle Nazioni Unite sarebbero almeno 50mila le persone di cui non si hanno più notizie.
Gli aiuti internazionali
A far comprendere la gravità della situazione è proprio la scelta del governo di lasciar entrare nel Paese gli aiuti internazionali. Una decisione che segna una parziale svolta diplomatica, visto che finora ogni richiesta da parte degli Stati esteri era stata rifiutata. I servizi di emergenza venezuelani non sono in grado di gestire la portata dell’evento, per cui ogni aiuto offerto è stato accettato prontamente.
Le immagini satellitari dopo il sisma
Inoltre, le immagini satellitari non mentono. Un rapporto tecnico preliminare diffuso dalla Nasa ha riferito che le scosse sismiche di questi giorni hanno danneggiato o completamente distrutto circa 58mila edifici in tutto il territorio del Venezuela. Interi quartieri, in particolare le baraccopoli collinari della capitale e nelle cittadine costiere, sono stati rasi al suolo dal sisma. Decine di migliaia di persone, quindi, si trovano senza casa. Le zone più colpite sono quelle di La Guaira e Caracas. Le squadre di emergenza continuano a lavorare senza sosta, scavando tra le macerie alla ricerca di superstiti.
Machado: “Vogliamo verità”
Di fronte a uno scenario simile, Machado ha esortato le autorità a non nascondere alcun dettaglio e a informare la popolazione su tutto ciò che sta accadendo al suo Paese. “Il Venezuela sta soffrendo sotto le macerie e i cittadini hanno il diritto di sapere la verità sulla reale portata di questa catastrofe”, ha sostenuto. Il terremoto, infatti, rischia di avere un impatto importante sul tessuto sociale venezuelano, già fortemente colpito dai conflitti economici e politici del Paese.
La dissidente, rifugiata fuori dal Paese dal 2025, ha annunciato di voler tornare a Caracas per aiutare il suo popolo a riprendersi dal sisma, ma ha denunciato di non essere riuscita a rientrare a causa della chiusura dello spazio aereo venezuelano.
A inizio anno, gli Usa hanno arrestato l’ex presidente Nicolas Maduro, lasciando a Delcy Rodriguez la guida del Paese. Una presidente nominata senza elezioni, solo perché più vicina agli interessi di Washington.
La situazione nel Paese, però, non è migliorata e il sisma rischia di peggiorare la vita dei cittadini, anche in considerazione dell’assenza di materiale chirurgico di base, antibiotici e persino di energia elettrica stabile. Gli ospedali operano in regime di emergenza, mentre ora dopo ora aumentano i feriti e purtroppo anche il numero delle vittime di uno dei terremoti più devastanti della storia del Venezuela.
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