L’ex pentastellato Alessandro Di Battista potrebbe tornare in campo con il suo movimento, Schierarsi. Il numero due Danilo Puliani ha infatti anticipato: «È inutile nascondersi, è una prospettiva realistica: in tanti ci chiedono di farci avanti». Per il momento la risposta degli aventi diritto non è chiara. Contrariamente a quanto accaduto per Roberto Vannacci, non ci sono dati alla mano. Tuttavia, il progressivo espandersi della platea che ha aderito al progetto è evidente: oggi Schierarsi conta 14 mila tesserati. E per accedere alle politiche 2027 sono necessarie 60 mila firme. Un obiettivo non irraggiungibile.
All’Huffpost Italia Puliani ha spiegato: «Gli istituti di sondaggi ci cercano». Mentre Di Battista, interpellato dal giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, ha sottolineato con convinzione che il movimento meriterebbe di presentarsi alle politiche del 2027. E un primo test potrebbe essere la raccolta firme per lo stop dei finanziamenti pubblici ai giornali, lanciata proprio da Schierarsi, che ora conta oltre 240 mila firme a un mese dalla fine del termine. È probabile quindi che l’iniziativa raggiunga le 500 mila firme necessarie.
Ma il progetto di Di Battista e Puliani non si limita a questo: il desiderio è quello di poter rappresentare i movimenti pro Pal e pacifisti, che negli ultimi mesi si sono riuniti nelle piazze. Sono stati frequenti, ad esempio, i contatti con associazioni come la Global Sumud Flotilla. E il movimento non esclude di riuscire a coinvolgere anche la relatrice Onu Francesca Albanese.
C’è però un ostacolo alla sua ascesa politica: le alleanze. Un po’ come nel caso di Vannacci, anche Schierarsi rischia di rimanere isolato. Puliani infatti ha spiegato che sul piano personale Di Battista non ha problemi con il leader pentastellato Giuseppe Conte, ma che non può accettare una collaborazione con il fronte progressista. Quindi con il Pd. Ed è certo che Schierarsi non aprirà le porte a tutti, come ha fatto Fn con ex leghisti ed ex forzisti. Parola di Puliani.
Infine, dato che entrambi hanno specificato di non voler fare un M5S bis, non è chiaro se il fondatore Beppe Grillo – che nel mese di luglio si presenterà in tribunale per riprendersi il logo e il simbolo – intenda entrare in gioco con Di Battista. I due si sono allontanati nel 2021, quando i pentastellati decisero di unirsi al Governo Draghi. Uno smacco che il titolare di Schierarsi non è mai riuscito a perdonare.
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