domenica 30 Agosto 2026
Volodymyr Zelensky. Foto ANSA

Kiev, si aggrava il bilancio: 21 morti e oltre 90 feriti. Zelensky: «Stiamo combattendo da soli»

L’intelligence ucraina aveva preannunciato un possibile attacco russo su larga scala, permettendo a centinaia di persone di trovare rifugio nelle stazioni della metro. Anche i russi sono stanchi della guerra: scende il consenso di Putin

Di Redazione
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Una cascata di droni, missili da crociera e vettori balistici ha colpito Kiev alle prime luci dell’alba del 2 luglio. Il dell’attacco russo è salito a 21 morti e oltre 90 . Tra i siti danneggiati ci sono più di 130 edifici residenziali e un deposito della Croce rossa ucraina, dove sono andati distrutti circa 320mila articoli di soccorso. Volodymyr Zelensky accusa Mosca di colpire deliberatamente i civili e chiede agli di rispettare gli impegni sulle forniture militari.

L’attacco sulla capitale

L’intelligence ucraina aveva preannunciato un possibile attacco russo su larga scala. Le sirene hanno suonato in dieci distretti e centinaia di persone si sono rifugiate nelle stazioni della metropolitana.
L’offensiva non ha colpito solo infrastrutture strategiche. Nel distretto di Shevchenkivskyi è stata danneggiata una sottostazione delle ambulanze. A Desnianskyi un condominio di nove piani è parzialmente crollato, intrappolando i sotto le macerie. I soccorritori hanno lavorato in quindici località della città.

«Attacchi deliberati contro i civili»

Zelensky ha visitato alcune delle aree colpite, tra cui il distretto di Darnytskyi. «Uno dei siti colpiti dall’attacco russo a Kiev è un normale edificio residenziale di nove piani. A Kiev, in totale, oltre 130 edifici di questo tipo sono stati danneggiati. La Russia ha nuovamente attaccato deliberatamente civili e edifici residenziali», ha scritto su X.
Il capo dell’ militare di Kiev, Timur Tkachenko, ha invitato i cittadini a non ignorare gli allarmi: «Abitanti di Kiev, non ignorate in alcun caso i segnali d’allarme. Questa notte i russi hanno dimostrato ancora una volta la loro natura terroristica».

Distrutto il deposito della Croce rossa

L’attacco ha colpito anche il magazzino umanitario della Croce rossa ucraina a Kiev. «Il magazzino umanitario della Croce Rossa ucraina a Kiev è stato distrutto in un attacco russo», ha comunicato l’organizzazione.
La Croce rossa parla di circa 320mila articoli di soccorso e attrezzature andati perduti, per un valore di oltre 79 milioni di grivnie, circa 1,5 milioni di euro. La distruzione del deposito avrà conseguenze sulle operazioni di emergenza e umanitarie in tutto il Paese.

Zelensky: «Stiamo combattendo da soli»

Dal luogo dell’attacco, Zelensky ha denunciato la carenza di missili per i sistemi di difesa aerea. Secondo il presidente ucraino, Kiev avrebbe bisogno di almeno 140 missili Patriot per intercettare circa 70 missili balistici.
«Se i nostri partner avessero consegnato quanto promesso nei tempi previsti, credo che avremmo potuto salvare più case e più vite», ha detto. Poi ha aggiunto: «Stiamo combattendo da soli. Le sono esclusivamente ucraine. Tutto ciò che chiediamo ai nostri partner è che facciano ciò che hanno concordato. Non stiamo chiedendo di più».

Cresce il malcontento in Russia

Mentre Mosca intensifica gli attacchi, in Russia aumentano i segnali di stanchezza. L’Institute for the Study of War cita i dati Wordstat, lo strumento che traccia le su Yandex: oltre 137mila utenti hanno cercato informazioni su quando finirà la guerra. È il picco più alto registrato finora, secondo la testata indipendente Meduza. Le ricerche arrivano soprattutto dall’oblast di Mosca e dalla regione di San Pietroburgo-Leningrado, cuore economico del Paese e aree dove il Cremlino ha concentrato i sistemi di difesa aerea. Gli attacchi ucraini in profondità hanno incrinato l’immagine di una Russia irraggiungibile.

Il consenso di scende

Anche i sondaggi mostrano un logoramento. Secondo il Forum di Opinione Pubblica, istituto vicino al Cremlino, l’indice di gradimento di Vladimir Putin è sceso dal 74 al 69%.
Il dato non è certo sufficiente per parlare di crisi imminente, ma segnala una fatica crescente. La guerra pesa anche dentro la Russia: sulle città, sull’economia, sulla percezione di sicurezza e sulla nel presidente.

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