giovedì 16 Luglio 2026
Volodymyr Zelensky. Foto ANSA

Kiev, si aggrava il bilancio: 21 morti e oltre 90 feriti. Zelensky: «Stiamo combattendo da soli»

L’intelligence ucraina aveva preannunciato un possibile attacco russo su larga scala, permettendo a centinaia di persone di trovare rifugio nelle stazioni della metro. Anche i russi sono stanchi della guerra: scende il consenso di Putin

Di Redazione
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Una cascata di droni, da crociera e vettori balistici ha colpito Kiev alle prime luci dell’alba del . Il bilancio dell’attacco russo è salito a 21 morti e oltre 90 feriti. Tra i siti danneggiati ci sono più di 130 edifici residenziali e un deposito della Croce rossa ucraina, dove sono andati distrutti circa 320mila articoli di soccorso. Volodymyr Zelensky accusa Mosca di colpire deliberatamente i civili e chiede agli alleati di rispettare gli impegni sulle forniture militari.

L’attacco sulla capitale

L’intelligence ucraina aveva preannunciato un possibile attacco russo su larga scala. Le sirene hanno suonato in dieci distretti e centinaia di persone si sono rifugiate nelle stazioni della metropolitana.
L’offensiva non ha colpito solo infrastrutture strategiche. Nel distretto di Shevchenkivskyi è stata danneggiata una sottostazione delle ambulanze. A Desnianskyi un condominio di nove piani è parzialmente crollato, intrappolando i residenti sotto le macerie. I soccorritori hanno lavorato in quindici località della città.

«Attacchi deliberati contro i civili»

Zelensky ha visitato alcune delle aree colpite, tra cui il distretto di Darnytskyi. «Uno dei siti colpiti dall’attacco russo a Kiev è un normale edificio residenziale di nove piani. A Kiev, in totale, oltre 130 edifici di questo tipo sono stati danneggiati. La Russia ha nuovamente attaccato deliberatamente civili e edifici residenziali», ha scritto su .
Il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Timur Tkachenko, ha invitato i cittadini a non ignorare gli allarmi: «Abitanti di Kiev, non ignorate in alcun caso i segnali d’allarme. Questa notte i russi hanno dimostrato ancora una volta la loro natura terroristica».

Distrutto il deposito della Croce rossa

L’attacco ha colpito anche il magazzino umanitario della Croce rossa ucraina a Kiev. «Il magazzino umanitario della Croce Rossa ucraina a Kiev è stato distrutto in un attacco russo», ha comunicato l’organizzazione.
La Croce rossa parla di circa 320mila articoli di soccorso e attrezzature andati perduti, per un valore di oltre 79 milioni di grivnie, circa 1,5 milioni di euro. La distruzione del deposito avrà conseguenze sulle operazioni di emergenza e umanitarie in tutto il Paese.

Zelensky: «Stiamo combattendo da soli»

Dal luogo dell’attacco, Zelensky ha denunciato la carenza di missili per i sistemi di difesa aerea. Secondo il presidente ucraino, Kiev avrebbe bisogno di almeno 140 missili Patriot per intercettare circa 70 missili balistici.
«Se i nostri partner avessero consegnato quanto promesso nei tempi previsti, credo che avremmo potuto salvare più e più vite», ha detto. Poi ha aggiunto: «Stiamo combattendo da soli. Le vittime sono esclusivamente ucraine. Tutto ciò che chiediamo nostri partner è che facciano ciò che hanno concordato. Non stiamo chiedendo di più».

Cresce il malcontento in Russia

Mentre Mosca intensifica gli attacchi, in Russia aumentano i segnali di stanchezza. L’Institute for the Study of War cita i Wordstat, lo strumento che traccia le ricerche su Yandex: oltre 137mila utenti hanno cercato informazioni su quando finirà la guerra. È il picco più alto registrato finora, secondo la testata indipendente Meduza. Le ricerche arrivano soprattutto dall’oblast di Mosca e dalla di San Pietroburgo-Leningrado, cuore economico del Paese e aree dove il Cremlino ha concentrato i sistemi di difesa aerea. Gli attacchi ucraini in profondità hanno incrinato l’immagine di una Russia irraggiungibile.

Il consenso di scende

Anche i mostrano un logoramento. Secondo il Forum di Opinione Pubblica, istituto vicino al Cremlino, l’indice di gradimento di Vladimir Putin è sceso dal 74 al 69%.
Il dato non è certo sufficiente per parlare di crisi politica imminente, ma segnala una fatica crescente. La guerra pesa anche dentro la Russia: sulle città, sull’economia, sulla percezione di sicurezza e sulla fiducia nel presidente.

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