mercoledì 15 Luglio 2026
Mario Adinolfi

Dalla moglie «sottomessa», all’ideologia woke in «Kung Fu Panda»: tutte le posizioni controverse di Adinolfi

Il leader di Popolo della Famiglia è stato arrestato per truffa ed evasione fiscale. Torna così al centro del dibattito come in passato, quando le sue frasi accendevano l’opinione pubblica

Di Maria Vittoria Ciocci
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Per Mario Adinolfi non è una novità trovarsi al del dibattito mediatico. Questa volta è per ed evasione fiscale. Un tempo invece era il leader di Popolo della a selezionare opportunamente le frasi controverse da pronunciare pubblicamente, così da produrre uno spartiacque tra chi lo criticava duramente e chi difendeva le sue posizioni. Una lunga lista di interventi che hanno incorniciato gradualmente il quadro politico e sociale nel quale Adinolfi si è voluto inserire. Quello contro le unioni civili, le associazioni animaliste, l’eutanasia e l’aborto.

Per ricordarne qualcuno, nel 2015 – ospite de «La Zanzara» – disse che nel matrimonio la donna deve essere «sottomessa» al marito, un concetto che tuttavia secondo Adinolfi non corrisponde a una disparità di genere. Ed è una teoria su cui è tornato più volte. Quando nel 2025, ad esempio, come partecipante de «L’Isola dei Famosi» raccontò qualche aneddoto del suo con Silvia Pardolesi e della sua abitudine di massaggiargli i piedi. Argomento che, nuovamente, accese l’.

Il 2015 è un anno d’oro per Adinolfi. Nello stesso in cui ridefiniva il concetto di «sottomissione», il leader di criticava anche l’utilizzo del preservativo. Sosteneva che quest’ultimo, soprattutto in relazione alla prevenzione dell’HIV, fosse «solo » e che per evitare la diffusione della l’unica soluzione fosse una sorta di «sessualità responsabile». E a questo, l’anno dopo, si aggiunse la lotta contro il «Gender»: criticò il film di animazione «Kung Fu Panda 3», per la rappresentazione di due figure paterne, sostenendo che si trattasse di un messaggio subliminale e ideologico per i bambini.

Non solo, nella notte tra l’11 e il 12 giugno 2016, si consumò in Florida la «strage di Orlando»: un killer uccise quasi cinquanta persone all’interno del night club Pulse. Un massacro di matrice omofobica sulla quale Adinolfi lasciò un commento su Twitter, oggi X, nel quale – per quanto condannasse le atrocità subite dalle vittime – tornò a ribadire la sua posizione sulle unioni civili. Allora la reazione dell’opinione pubblica e degli utenti fu talmente forte da costringerlo a chiudere il profilo Facebook.

Non è però finita qui. Nel 2017 l’Espresso gli conferì il premio sul «peggio del 2017», dopo che Adinolfi, una volta appresa la notizia della morte di Dj Fabo, che dopo essere rimasto cieco e tetraplegico scelse di sottoporsi al , pensò bene di criticare la legalizzazione dell’eutanasia facendo un controverso e discutibile paragone con il dittatore nazista Adolf Hitler. Non può mancare, infine, la teoria secondo cui «gli animali non vanno in Paradiso» perché «non hanno un’anima» e quindi, agli occhi del vitellino, Adinolfi preferisce «una scaloppina cucinata bene». Ecco, questo è il leader di Popolo della Famiglia.

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