Il 48% degli italiani ritiene di essere caduto almeno una volta vittima delle fake news. È quanto emerge dalla ricerca Ipsos Doxa «Le Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunità nel Panorama Informativo Italiano», che è stata presentata a Lacco Ameno in occasione della quarantasettesima edizione del Premio Ischia internazionale di giornalismo. Il risultato dell’analisi di un campione di 1.500 persone, di età compresa tra i 16 e i 65 anni.
Non solo, dall’indagine emerge che il 51% degli intervistati sostiene che ormai sia diventato molto complicato accedere a un’informazione di qualità nel Belpaese. Un dato che tuttavia non scoraggia i cittadini: il 49% pensa che informarsi sia «molto importante», mentre il 93% ritiene che sia «abbastanza importante». Una cifra che si ripropone anche tra gli under 35: il 39% la considera «importante», mentre il 91% «molto importante». Infine, il 75% crede di riservare all’informazione lo spazio giusto durante la giornata, mentre tra i più giovani la percentuale scende al 69%. Comunque consistente.
Per quanto riguarda invece il metodo di fruizione dell’informazione, i telegiornali e la stampa, così come la radio, mantengono il loro primato sui mezzi alternativi. C’è poi il nodo dell’IA. La paura di molti italiani è che venga utilizzata per produrre fake news o manipolare l’informazione con un’analisi inadeguata. Tuttavia, il paradosso interessante risiede nel fatto che, seppur consapevoli dei rischi, moltissimi intervistati – soprattutto tra gli under 35 – la utilizzano per informarsi e verificare le informazioni.
La ricerca poi ipotizza uno scenario futuro: i telegiornali rimarranno il mezzo di fruizione preferito dagli italiani (36%), seguiti dai siti online (33%) e dall’Intelligenza Artificiale (23%). Quest’ultima sale al 29% per gli under 35. Questo è un aspetto di cui si è discusso anche in occasione del dibattito «USA e Europa 2026: sfide opportunità nel nuovo ordine mondiale», moderato dal direttore de Il Sole 24 ore Fabio Tamburini e durante il quale la network editor del Guardian Clare Margetson ha affermato: «In un mondo in cui le informazioni errate o le fake news proliferano, i giornali hanno un ruolo ancora più importante: riportare tutto ciò che vediamo sul campo».
È una riflessione che acquisisce maggiore importanza in un contesto, soprattutto italiano, nel quale la professione giornalistica sta perdendo autorevolezza e credibilità, pur rimanendo fondamentale per indirizzare i lettori verso un’informazione costruita sui fatti oggettivi.
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