La piazza a Napoli per lanciare la nuova coalizione progressista ha provocato un terremoto nell’opposizione. Le dichiarazioni di Giuseppe Conte contro il riarmo europeo, dettato da un’agenda che dipinge la Russia come un pericolo imminente per l’Europa, ha aperto alle accuse dei riformisti dem e dei centristi, che hanno definito “impraticabile” un’alleanza con i pentastellati. Una crepa che ha raggiunto anche la linea più movimentista del Pd, quella guidata da Elly Schlein, che ha cercato di riprendere le redini della situazione.
Dopo giorni di attacchi contro il silenzio della segretaria del Pd, tacciata di voler seguire Conte per raggiungere la vittoria “costi quel che costi”, a prendere la parola è il responsabile Esteri del partito, Giuseppe Provenzano. Quest’ultimo ha chiarito che dopo quattro anni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina non dovrebbe essere necessario “ricorrere all’argomento di uno scontro diretto per cogliere l’entità della minaccia putiniana”.
M5S: “La nostra posizione sul riarmo non può essere quella di FdI”
Il M5S a sua volta chiarisce che la posizione della coalizione sul riarmo non può essere la stessa di FdI. E davanti a Paolo Gentiloni che chiarisce come la diplomazia europea sia un esercizio “stucchevole” senza aiuti in armi, Conte sostiene che si starebbe assistendo all’attacco dell’unico partito che ha il coraggio di dire la verità sulla “folle corsa al riarmo”.
I timori di Schlein
Ciò che Schlein ha capito è che questo argomento potrebbe rivelarsi una doppia sfida. Da un lato c’è il rischio di arrivare frammentati alle urne e regalare di nuovo la vittoria a Meloni, come accaduto nel 2022; dall’altro c’è il pericolo che l’Ucraina e il riarmo siano il discrimine fondamentale per scegliere il prossimo leader della coalizione.
La mediazione di Provenzano (Pd)
Così, Provenzano prova a mediare e, ricordando la lotta unitaria di Schlein, chiede che questo tema venga affrontato all’interno della coalizione. Una discussione non sulla possibilità che la minaccia russa esista, ma su quali potrebbero essere i metodi per neutralizzarla. L’obiettivo, infatti, è quello di presentarsi agli elettori realmente uniti, senza balzi in avanti che possono scoprire il fianco ai detrattori.
I pentastellati non cedono
Eppure il M5S non accoglie la critica e ribadisce che quanto sostenuto da Giuseppe Conte non dovrebbe scandalizzare né sorprendere. “Non ha fatto altro che ribadire la nostra posizione sul fatto che l’elite riarmista europea non vuole la pace in Ucraina perché così verrebbe meno la percezione del pericolo russo, che ovviamente in Ucraina è drammaticamente concreto, non potenziale”, hanno spiegato Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti, capigruppo nelle commissioni affari esteri e difesa di Senato e Camera.
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