mercoledì 15 Luglio 2026
Ahmadinejad

Il piano segreto di Usa e Israele per trasformare l’ex presidente Ahmadinejad nella nuova guida dell’Iran

Due inchieste del New York Times e di Hareetz certificano incontri segreti tra l’intelligence di Tel Aviv e l’ex leader iraniano. L’operazione è fallita a causa delle difficolta nel piegare il regime di Teheran

Di Laura Laurenzi
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Israele e Stati Uniti avrebbero tentato di porre alla guida dell’Iran l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. Un insospettabile, individuato proprio dal Mossad di Tel Aviv come figura di transizione per guidare il Paese dopo la caduta del regime degli Ayatollah. Lo confermano due complementari pubblicate dalla testata statunitense e da quella israeliana Haaretz.

A creare un certo scalpore è la conferma che alla base degli attacchi in Iran vi fosse la volontà di imporre al governo una figura più vicina alle richieste di Washington e Tel Aviv. Inoltre, appare ora chiaro che entrambi i Paesi erano convinti di poter mettere in atto una guerra lampo. Una consapevolezza che smentisce anche le ultime dichiarazioni di Trump, secondo cui gli Usa non erano interessati a un di regime in Iran. Nulla, comunque, è andato secondo i piani.

La popolazione non si è rivoltata contro il regime e i curdi non sono scesi in campo contro i Pasdaran, come aveva auspicato lo Stato ebraico. In più la morte della Guida Suprema Ali Khamenei e dei suoi fedelissimi non è bastata a far cadere il governo di .

Il piano per mettere al potere Ahmadinejad

Ahmadinejad, infatti, avrebbe dovuto prendere il potere subito dopo il 28 febbraio, ovvero il giorno in cui è scoppiato il conflitto. A poche ore di distanza dai primi raid, però, era apparso chiaro che il piano non avrebbe funzionato e l’ex presidente è stato portato al sicuro. Da quel momento non si sono più avute sue notizie, salvo l’apparizione durante i funerali di Khamenei. Al momento non è chiara la sua posizione: secondo il Nyt sarebbe agli domiciliari sorvegliato dai Pasdaran, che avrebbero scoperto i suoi rapporti con Israele e Usa. Si ipotizza, però, che possa anche essere in esilio in qualche rifugio segreto fuori dal Paese.

Gli incontri con il Mossad

L’ex presidente è stato individuato dal Mossad come figura da porre alla guida dell’Iran nel 2022. Fino a quel momento, Ahmadinejad era un feroce anti-israeliano, negazionista dell’Olocausto e capace di definire Israele una “entità satanica”. Poi, improvvisamente, sembra avvicinarsi allo Stato ebraico, viaggiando sia in Guatemala che in , ovvero Paesi che hanno rapporti con Israele. Inoltre, nel 2019 definisce Trump “un d’azione”, aprendo anche a un possibile avvicinamento agli Stati Uniti.

Lo scetticismo del gabinetto di Netanyahu

Una linea più morbida che avrebbe convinto a proporlo come figura di transizione a Donald Trump. Tra il 2023 e il 2024 c’è un incontro con David Barnea, all’epoca capo del Mossad, in una conferenza sull’ambiente a Budapest, creata appositamente per permettere il vertice. Stessa situazione per il viaggio in Guatemala, probabilmente organizzato per incontrare i vertici dell’intelligence israeliana. Eppure, nello stesso gabinetto di Netanyahu c’è chi è rimasto fortemente sorpreso dalla decisione del primo ministro, anche in considerazione delle posizioni estremiste dell’ex presidente iraniano.

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