La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un’indagine sull’episodio che ha visto protagonista Giuseppe Barboni, iscritto a Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Al centro dell’inchiesta ci sono le immagini pubblicate dallo stesso “futurista”, nelle quali è immortalato mentre picchia un immigrato di origine irachena. L’uomo sarebbe stato “colpevole” di aver bloccato il traffico sul lungomare di San Benedetto del Tronto.
“Ho fatto quello che bisognava fare”, ha sostenuto Barboni al Corriere della Sera, chiarendo che si sarebbe aspettato una medaglia invece che le critiche per quanto compiuto. Inoltre, il vannacciano ha già messo in guardia chiunque provi a mettere in dubbio il suo business. Barboni è infatti un imprenditore a capo del Luxury Private Group, ovvero una società che fornisce viaggi su jet privati, mega ville e yacht. Proprio per questa sua attività è stato già soprannominato “Briatore 3.0”.
Il racconto di Barboni
Inoltre, come riporta il Corriere, ha una passione per la lotta libera, greco-romana e l’MMA, oltre a essere iscritto alla società “Lottatori Piceni”. Barboni, però, rifiuta l’etichetta di “violento” e sostiene di non “picchiare mai”, tanto che “se uno mi guarda male, sorrido e me ne vado”. Però, al contempo, darebbe “la vita per ciò che è giusto”. Quest’ultimo sarebbe un riferimento all’azione violenta contro l’immigrato, descritto come un soggetto che da tempo creava un certo subbuglio nel quartiere.
Barboni prova a giustificarsi e spiega di aver prima tentato di calmare l’immigrato, ma poi, vedendolo girarsi e temendo che avesse un coltello, avrebbe “fatto quello che bisognava fare”. Secondo il vannacciano non si tratterebbe neanche di una questione di razzismo, in quanto in passato avrebbe “salvato la vita a un armeno” che, a sua volta, era stato aggredito da un immigrato.
Il silenzio di Vannacci
Per ora Vannacci non si è espresso sulla questione, ma il 14 luglio è atteso in piazza Sacro Cuore a Pescara e non è escluso che l’argomento possa essere affrontato. Intanto, dalla politica arrivano le prime critiche. Il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, ha definito le immagini “intollerabili” e la Cgil di Ascoli Piceno ha ricordato che “farsi giustizia da soli non è mai una soluzione accettabile. Nessuno può sostituirsi allo Stato di diritto”.
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