mercoledì 15 Luglio 2026
Saman Abbas

Uccisa perché rifiutò il matrimonio combinato: ergastolo definitivo per i genitori e i cugini di Saman Abbas

La Corte di Cassazione conferma le condanne per Shabbar Abbas, Nazia Shaheen, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. Per lo zio Danish Hasnain 22 anni di carcere

Di Redazione
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La Corte di ha confermato in via definitiva le condanne nei confronti dei cinque familiari di Saman Abbas, la diciottenne originaria del Pakistan uccisa nel 2021 a Novellara, in di Reggio Emilia, per aver rifiutato il matrimonio combinato imposto dai . I confermano l’ergastolo per il Shabbar Abbas e per la madre Nazia Shaheen, così come per i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. Lo zio Danish Hasnain dovrà invece scontare 22 anni di .

Subito dopo l’omicidio, i cinque imputati avevano lasciato l’. I genitori si erano rifugiati in Pakistan, lo zio in Francia, mentre i due cugini latitarono tra Francia e Spagna. Le e la collaborazione tra le autorità italiane e l’Interpol hanno permesso, dopo diversi mesi, di rintracciarli e trasferirli in Italia per affidarli alla giustizia. Shabbar Abbas è stato estradato dal Pakistan nel 2023, dopo l’arresto avvenuto alla fine del 2022, mentre Nazia Shaheen è stata arrestata nel 2024. Gli altri familiari erano già stati fermati nei mesi successivi all’omicidio. I resti di Saman sono stati ritrovati soltanto nel novembre 2022, sepolti in un campo nei pressi dell’abitazione di famiglia, dopo che lo zio Danish Hasnain aveva indicato agli investigatori il luogo in cui era stato nascosto.

L’avvocata Valeria Miari, che assiste il fratello della vittima Ali Haider, la cui testimonianza è stata fondamentale durante il processo, ha parlato di un verdetto che restituisce giustizia a Saman. «È la parola fine a una vicenda molto dolorosa e complessa sotto tutti i punti di vista. Finalmente è stata fatta giustizia per Saman e per suo fratello, che con la sua testimonianza ha perso tutto, ma non ha mai smesso di chiedere verità», le sue . E interviene anche la di Differenza Donna, costituita in parte civile, Maria Teresa Manente: «Saman è stata uccisa perché si è ribellata alle regole patriarcali imposte dalla famiglia. La sua libertà è stata considerata una colpa e proprio per questo è stata punita».

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