Oggi, in occasione dell’anniversario della Legge 194, l‘Associazione Luca Coscioni lancia la campagna “Aborto senza ricovero“. L’obiettivo è applicare le disposizioni del 2020 sull’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in ambulatorio e consultorio, oltre che l’autosomministrazione a casa del secondo farmaco (il misoprostolo) che viene presa di norma 48 ore dopo il primo somministrato in ambulatorio.
Questa modalità per ora funziona solo in 4 Regioni e 2 Province autonome: Campania (da poche settimane), Lazio, Emilia-Romagna e nelle province di Trento e Bolzano. In Toscana sono invece previsti 3 accessi ed è vietato assumere il misoprostolo nei consultori o a casa, mentre in Umbria la misura è possibile solo sulla carta. Nelle altre Regioni l’opportunità non è ancora garantita. In Lombardia inoltre l’aborto farmacologico in day hospital costa alla Regione 1.246 euro, contro i 952 euro di quello chirurgico, generando uno spreco di risorse.
“Finalmente anche in Campania le donne potranno scegliere di prendere il misoprostolo a domicilio”, commentano Anna Pompili, ginecologa e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, Mirella Parachini, ginecologa e Vice-segretaria dell’Associazione e Chiara Lalli, bioeticista e Consigliera generale dell’Associazione. “Ci auguriamo che sarà presto possibile ovunque. Perché i diritti non dovrebbero dipendere dalla Regione in cui viviamo”.
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