domenica 27 Settembre 2026
La premier Giorgia Meloni, Roma, 25 maggio 2024. ANSA/ UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ FILIPPO ATTILI

Agcom bacchetta Telemeloni: “Presenza del Governo nei tg troppo elevata”

Tutti i telegiornali devono ridurre la presenza del governo e rispettare il pluralismo

Di Redazione
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L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha diffuso una raccomandazione urgente a tutte le emittenti radiotelevisive nazionali, pubbliche e private, inclusa la , sulla corretta rappresentazione dei soggetti istituzionali nei programmi di informazione. Dalla rilevazione dei dati relativi al periodo 14 gennaio–23 febbraio 2026, Agcom evidenzia “una presenza particolarmente elevata del Governo nei telegiornali nazionali in modo trasversale su tutte le emittenti monitorate”.

L’Autorità sottolinea che, secondo la normativa vigente, la copertura delle del Governo nei tg deve essere “limitata al tempo strettamente necessario alla trattazione dell’, nell’esclusivo esercizio delle rispettive funzioni”. In caso di inosservanza, Agcom non esclude l’adozione di ordini di riequilibrio e sanzioni.

La reazione delle opposizioni

La decisione dell’Autorità arriva in un momento di particolare attenzione per l’informazione legata al referendum, con osservatori e opposizioni che hanno denunciato un utilizzo eccessivo dei telegiornali per la governativa.

La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere. Gli esponenti del hanno sottolineato che la presenza del Governo sul servizio pubblico è “invasiva e fuori misura” e hanno rivolto un appello alla Rai affinché “si adegui senza indugi alle indicazioni di Agcom”. “Oggi Agcom è stata costretta a ricordare alla Rai una regola che dovrebbe essere scolpita nella pietra del servizio pubblico: l’informazione non è il megafono del governo – dichiarano i parlamentari M5s in di Vigilanza Rai –. La Rai smetta subito di comportarsi come una succursale della comunicazione di Palazzo Chigi e ristabilisca un minimo di pluralismo nei telegiornali. Il servizio pubblico appartiene ai cittadini che pagano il canone, TeleMeloni lo tenga a mente”.

Sulla stessa linea anche il Partito Democratico, che accoglie con soddisfazione l’intervento dell’Autorità. “Da settimane, come avevamo segnalato alla stessa Agcom, la presenza del Governo – anche in a tematiche inerenti il referendum – è stata non conforme alla normativa vigente. È importante che la comunicazione sul referendum si conduca ad armi pari”, dichiarano i parlamentari PD della commissione di Vigilanza Rai.

Un dibattito sul ruolo del servizio pubblico

L’episodio riporta al del dibattito il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e il confine tra informazione e comunicazione politica. Agcom, con la sua raccomandazione, ribadisce l’esigenza di un’informazione equilibrata e pluralista, ricordando che i telegiornali non devono diventare uno strumento privilegiato per veicolare governativi, ma rimanere al servizio dei cittadini e della loro libera informazione.

Con l’avvicinarsi della scadenza referendaria, tutte le emittenti sono chiamate a rispettare le linee guida, garantendo copertura e pluralismo, evitando qualsiasi forma di squilibrio che possa favorire o penalizzare istituzionali specifici

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