giovedì 16 Luglio 2026

Amministrative 2026, 822 comuni al voto: previsto turno di ballottaggio nei 122 con oltre 15mila abitanti 

Di La Sintesi Online
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() – Saranno oltre sei milioni gli italiani, chiamati alle urne per la tornata delle elezioni 20206 al via domenica 24 maggio (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 25 maggio (dalle ore 7 alle 15) e, poi, domenica 7 e lunedì 8 giugno – negli stessi orari – per gli eventuali turni di ballottaggio. Date diverse invece per gli elettori di alcune a statuto speciale. In Trentino-Alto Adige si vota il 17 maggio (ballottaggio il ), mentre in Sardegna il primo turno è il 7 e 8 giugno (ballottaggio il 21 e 22 giugno).  

A eleggere il nuovo sindaco saranno complessivamente 822 comuni, di cui 122 con più di 15mila abitanti e 760 con meno di 15mila abitanti. Nei comuni più popolosi si vota con il sistema a doppio turno. Il primo cittadino è eletto con sistema a maggioranza assoluta: vince chi ottiene il 50% più uno dei validi, ma se nessun candidato raggiunge questa soglia, si va al ballottaggio tra i due più votati. In questo sistema è ammesso il voto disgiunto: l’elettore può indicare un candidato sindaco e una non collegata a lui. Le liste che non raggiungono il 3% dei voti validi al primo turno, sono escluse dalla ripartizione dei . Alla lista del sindaco eletto -se ha ottenuto almeno il 40% dei voti- spetta il 60% dei seggi del Consiglio. 

Nelle città con meno di 15mila , è previsto un turno unico, con il primo cittadino che risulta eletto con metodo maggioritario, senza possibilità di . Inoltre, in questi comuni, il voto al candidato sindaco vale automaticamente come voto alla lista collegata: non è previsto quindi il voto disgiunto. Alla lista del sindaco eletto vengono attribuiti due terzi dei seggi del Consiglio comunale, i restanti sono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste. Un secondo turno è previsto solo in caso di parità di voti tra candidati. Infine da ricordare l’eccezione della Sicilia, dove la soglia per evitare il ballottaggio, nei comuni con oltre 15mila abitanti, è fissata al 40% dei voti, anziché al 50%+1, come nelle regioni a statuto ordinario. 

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