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martedì 28 Aprile, 2026
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Arrestato ”El Jardinero”, boss del cartello messicano di Jalisco

Le forze speciali catturano Audias Flores Silva senza sparare un colpo. Gli USA avevano messo sulla sua testa una taglia da 5 milioni di dollari

Da Silvia Forconi
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Un’operazione, studiata per 19 mesi, ha portato alla cattura di quello che è considerato il futuro ”re” dei narcos messicani. Audias Flores Silva, conosciuto come “El Jardinero”, è stato catturato nello Stato di Nayarit. Per l’intelligence era il braccio destro e possibile erede di “El Mencho”, il leader del Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng).

L’assedio e la cattura

Le forze speciali della Marina messicana, con 500 militari e quattro elicotteri, hanno circondato una villa difesa da 60 uomini armati e una trentina di pick-up. Nonostante i numerosi rischi, la cattura è avvenuta senza sparare neanche un colpo di proiettile. “El Jardinero” è stato scovato mentre tentava di nascondersi in un condotto di evacuazione.

Su di lui pendeva una taglia degli Stati Uniti da 5 milioni di dollari. L’accusa è di cospirazione per traffico internazionale di cocaina ed eroina e di diversi reati legati all’uso di armi da fuoco. Il dipartimento del Tesoro lo aveva inserito nella lista dei narcotrafficanti internazionali.

Il sospetto del tradimento

Secondo quanto riportato da El Sol del México, l’esperto di sicurezza nazionale David Saucedo cita due possibili ipotesi: un successo d’intelligence coordinato con gli Stati Uniti o un tradimento dovuto a un regolamento di conti interno al Cartello di Jalisco.

Saucedo evidenzia come questa operazione sembri ricordare il “modello Sinaloa“. La storia recente insegna che la cattura dei grandi vertici, come accaduto nel 2014 con Ismael “El Mayo” Zambada, porta alla frammentazione dell’organizzazione criminale. In quel caso, l’uscita di scena del leader scatenò una guerra civile tra i “Los Chapitos” (gli eredi di “El Chapo” Guzmán) e “La Mayiza” (la fazione fedele alla vecchia guardia di Zambada), portando al definitivo scioglimento del cartello.

“Mi sembra che l’obiettivo del Messico e degli Stati Uniti, senza dichiararlo esplicitamente, fosse quello di provocare la stessa cosa: una frattura all’interno del Cartello di Jalisco”, ha dichiarato infine l’analista.

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