Giusi Bartolozzi tornerà a svolgere la professione di magistrato presso la Corte di appello di Roma. La notizia arriva a poco meno di un mese dalle sue dimissioni da capo di gabinetto del ministero della Giustizia, giunte il 24 marzo, all’indomani della vittoria del “No” al referendum sulla separazione delle carriere.
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha votato all’unanimità il ricollocamento in ruolo, dopo la domanda dell’ex braccio destro del ministro Carlo Nordio. La Terza Commissione aveva deliberato nei giorni scorsi il riposizionamento presso la Corte di appello della capitale con le funzioni di magistrato della pianta organica flessibile giudicante. Si tratta del ruolo che Bartolozzi, magistrato ordinario che ha conseguito la quinta valutazione di professionalità, aveva prima del trasferimento al ministero di via Arenula.
Cosa cambia per il caso Almasri
Un ruolo entrato in crisi dopo lo sfogo della ex capo di gabinetto in una puntata della trasmissione politica Telecolor. “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura. Sono plotoni di esecuzione”, aveva dichiarato, regalando all’opposizione la possibilità di attaccare il governo sulle ammissioni dei suoi stessi dipendenti. Dopo la sconfitta del “Sì”, dunque, Bartolozzi si è dimessa dal suo incarico, divenendo il capro espiatorio della sconfitta del governo.
Già nelle prime ore che hanno fatto seguito alle sue dimissioni, era apparso possibile che Bartolozzi tornasse ad esercitare la professione di avvocato. Ora, questo cambio di carriera potrebbe avere delle ripercussioni anche sul procedimento giudiziario in cui Bartolozzi è coinvolta nell’ambito dell’inchiesta sul caso Almasri, il generale libico arrestato in Italia su mandato della Corte Penale Internazionale e rilasciato 48 ore dopo.
La magistrata è indagata dalla Procura di Roma per false informazioni al pubblico ministero e sul caso la Camera ha votato la sollevazione di un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale. Nel caso in cui questo processo andasse avanti, visto il ricollocamento di Bartolozzi, il procedimento potrebbe essere trasferito a Perugia, ovvero la Procura competente per le indagini che coinvolgono i magistrati del distretto di Roma.
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