giovedì 13 Agosto 2026
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Bullismo contro uno studente disabile, due sedicenni indagati

La denuncia presentata dai genitori ha fatto scattare le indagini dei carabinieri, mentre due sedicenni risultano indagati per lesioni e stalking aggravati

Di Sharon Costa
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Una vicenda particolarmente grave scuote il Modenese e riporta al dell’attenzione il tema del bullismo nelle scuole. Due ragazzi di sedici anni risultano indagati con le di e stalking aggravati dopo che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero preso di mira un compagno minorenne con disabilità attraverso una lunga serie di episodi di violenza e vessazioni. Gli accertamenti hanno preso avvio in seguito alla presentata dai genitori della presunta vittima, che hanno deciso di rivolgersi alle autorità dopo aver scoperto quanto il avrebbe subito per settimane.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi si sarebbero verificati tra febbraio e maggio all’interno di un istituto scolastico del comprensorio ceramico modenese. In questo arco di tempo il ragazzo avrebbe subito continue umiliazioni e aggressioni fisiche. Le contestazioni mosse ai due descrivono una serie di comportamenti che avrebbero provocato nella vittima non soltanto conseguenze fisiche, ma anche un profondo disagio psicologico.

Le presunte violenze contestate agli indagati

Le indagini ipotizzano che i due sedicenni abbiano deriso ripetutamente il compagno, colpendolo con e pugni e arrivando anche a procurargli ferite utilizzando la punta metallica di una matita riscaldata con un accendino. Tra gli episodi più gravi finiti al vaglio degli investigatori compare quello nel quale il ragazzo con disabilità sarebbe stato colpito alla gamba e al collo con la matita arroventata, riportando lesioni giudicate guaribili in quindici giorni.

La ricostruzione degli inquirenti delinea un comportamento che non si sarebbe limitato a un singolo episodio, ma che avrebbe assunto i contorni di una serie di atti ripetuti nel tempo. Proprio questa continuità rappresenta uno degli elementi che hanno portato alla contestazione dell’ipotesi di stalking aggravato insieme a quella di lesioni.

La denuncia dei genitori e l’avvio delle indagini

La denuncia presentata dai genitori della presunta vittima ha rappresentato il punto di partenza dell’inchiesta. Dopo la segnalazione, i carabinieri hanno raccolto gli elementi necessari per ricostruire quanto sarebbe accaduto all’interno della scuola e hanno avviato gli accertamenti che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei due studenti sedicenni.

Le verifiche hanno riguardato gli episodi denunciati e il contesto nel quale si sarebbero verificati, con l’obiettivo di accertare responsabilità e dinamica dei fatti. L’ dovrà ora chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare tutte le circostanze emerse durante gli accertamenti.

Le parole di uno dei sedicenni durante l’interrogatorio

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti ai dell’Arma, uno dei due ragazzi ha espresso pentimento per quanto accaduto, riconoscendo di non avere fermato le violenze nei confronti del compagno. Il giovane ha dichiarato: “Non sono intervenuto per fermare la violenza, non ho preso le difese di un ragazzino con problemi e questa è la mia colpa, lo ammetto e sono davvero pentito.”

Le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio costituiscono uno degli elementi acquisiti nell’ambito del procedimento, che proseguirà per accertare le eventuali responsabilità dei due indagati. Come previsto dall’ordinamento, entrambi beneficiano della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Un caso che riaccende l’attenzione sul bullismo

La vicenda riporta al centro del dibattito il fenomeno del bullismo ai danni degli studenti più fragili e la necessità di individuare tempestivamente ogni segnale di disagio. Gli episodi contestati, se confermati nel corso del procedimento, evidenzierebbero una situazione protratta nel tempo e caratterizzata da comportamenti violenti che avrebbero coinvolto uno studente con disabilità all’interno dell’ambiente scolastico.

Le istituzioni scolastiche, le famiglie e le autorità continuano a considerare la prevenzione del bullismo una priorità, puntando sulla tra scuola e genitori per favorire l’emersione dei casi e garantire un intervento rapido. L’inchiesta aperta nel Modenese proseguirà nelle sedi competenti, dove verranno esaminati tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

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