Le ondate di calore che stanno investendo l’Italia spingono governo e Regioni a rafforzare le tutele per i lavoratori esposti alle temperature estreme. Nel decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri torna la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione o riduzione dell’attività per il caldo eccezionale. Intanto diverse amministrazioni regionali hanno disposto lo stop ad alcuni lavori nelle ore più critiche della giornata.
Cassa integrazione per le ondate di calore
Tra le misure contenute nel decreto Infrastrutture c‘è la reintroduzione delle norme già utilizzate negli anni passati per consentire alle aziende di fermare temporaneamente le attività durante le ondate di calore. In questi casi i lavoratori possono accedere alla cassa integrazione, ricevendo una copertura economica per le ore non lavorate.
La misura riguarda soprattutto i settori più esposti, come edilizia, agricoltura, manutenzione urbana e altre attività svolte prevalentemente all’aperto.
Quando scatta la tutela
Le linee guida dell’Inps prevedono che la cassa integrazione possa essere riconosciuta quando la temperatura reale o percepita supera i 35 gradi e rende rischioso lo svolgimento del lavoro. Tuttavia il beneficio può essere concesso anche con temperature inferiori, se l’umidità è particolarmente elevata o se le mansioni richiedono uno sforzo fisico intenso.
Vengono valutati anche altri fattori, come l’uso di dispositivi di protezione che aumentano il calore corporeo o l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata.
L’intervento delle Regioni
Parallelamente all’intervento del governo, numerose Regioni hanno emanato ordinanze specifiche per limitare i rischi legati al caldo. In molti casi è previsto il divieto di lavorare tra le 12.30 e le 16 nei giorni classificati a rischio elevato dalla piattaforma Worklimate.
Toscana, Liguria, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Puglia, Veneto, Lombardia e Sicilia hanno introdotto restrizioni che interessano soprattutto cantieri, attività agricole, cave e logistica. In alcune realtà le tutele sono state estese anche ai rider e ai lavoratori impiegati in serre e tunnel agricoli.
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