lunedì 15 Giugno 2026
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«Con Giletti perdite insostenibili»: Cairo spiega la chiusura di Non è l’Arena

Al processo legato a Salvatore Baiardo, l’editore di La7 respinge le ricostruzioni sulle presunte pressioni dietro la chiusura di “Non è l’Arena” e attribuisce la decisione esclusivamente a ragioni economiche. Al centro della vicenda emergono i rapporti tra l’emittente e il programma condotto da Massimo Giletti, mentre l’aula giudiziaria torna ad accendere il dibattito su una delle interruzioni televisive più discusse degli ultimi anni

Da Sharon Costa
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A più di tre anni dalla chiusura di “Non è l’Arena”, la fine del programma di è tornata al del dibattito dopo le dichiarazioni rese in aula. L’occasione arriva dal processo che vede coinvolto , durante il quale ha testimoniato anche , editore di La7.

Le sue parole riportano al centro una delle vicende televisive più discusse degli ultimi anni. Quando la rete annunciò l’interruzione della trasmissione, nel 2023, non mancarono polemiche e sospetti. Lo stop arrivò infatti all’improvviso e generò numerose domande. In molti si chiesero se dietro quella scelta ci fossero motivi diversi da quelli ufficiali.

Davanti ai giudici, però, Cairo ha respinto ancora una volta questa ipotesi. Per l’editore non esistono retroscena , pressioni o interferenze esterne. La spiegazione, sostiene, va cercata soltanto nei numeri.

“Costi troppo alti e in calo”: la versione dell’editore

Nel corso della testimonianza, Cairo ha ricordato che “Non è l’Arena” rappresentava il programma più oneroso dell’intero palinsesto di La7. Costi elevati che, con il passare del tempo, non trovavano più un adeguato equilibrio nei risultati ottenuti dalla trasmissione.

L’editore ha parlato di ascolti in calo e di una raccolta pubblicitaria che non riusciva a compensare le necessarie per realizzare il programma. Una situazione che, secondo la proprietà dell’emittente, rendeva inevitabile una scelta drastica.

“Era il programma più costoso della rete”, ha ricordato in aula, spiegando che la decisione di interrompere la trasmissione nacque proprio da queste valutazioni economiche.

La fine del programma e i dubbi che hanno alimentato il dibattito

La chiusura di “Non è l’Arena” segnò la fine del rapporto professionale tra La7 e Massimo Giletti, volto storico del giornalismo televisivo italiano. Il programma aveva costruito negli anni una forte identità grazie a , approfondimenti e dibattiti che spesso avevano acceso il confronto pubblico.

Proprio questo aspetto contribuì a rendere ancora più sorprendente la decisione della rete. Molti telespettatori faticarono a comprendere le ragioni dello stop e continuarono a chiedersi se dietro quella scelta ci fosse altro.

Le parole di Cairo puntano invece nella direzione opposta. L’editore insiste sul fatto che l’emittente abbia agito come qualsiasi azienda chiamata a fare i conti con costi, ricavi e economica.

Lo stop anticipato e il risparmio per La7

Durante l’ è emerso anche un dato economico preciso. La cancellazione delle ultime puntate previste avrebbe consentito a La7 di risparmiare circa 1,4 milioni di euro.

Una cifra che, secondo Cairo, dimostra quanto il fattore economico abbia inciso sulla decisione finale. L’editore considera quel risparmio uno degli elementi che confermano la correttezza della scelta presa dall’azienda in quel momento.

A cura di Sharon Costa
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