venerdì 25 Settembre 2026

Conte rilancia il programma di Nova e sfida il governo: “Ora tocca a noi”

L'ex premier fissa la linea del M5S verso la legge di Bilancio: no tax area a 20mila euro, contributo dalle cliniche private per abbattere le liste d'attesa e stop ai fondi per armi e Albania. "Pronti ad andare al governo"

Di Redazione
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Nessun ridimensionamento, nessuna concessione alle accuse di massimalismo economico. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, rivendica la centralità dell’assemblea “Nova” e annuncia la trasformazione immediata delle istanze approvate dalla base in vere e proprie battaglie parlamentari, a partire dall’imminente sessione di .

La ricetta economica: dalle tasse alle cliniche private

In un video pubblicato sui propri canali social, il leader pentastellato spazza via i dubbi sui progetti del Movimento. «Qualcuno pensava che le proposte di Nova sarebbero finite in un cassetto, sarebbero state accantonate. Assolutamente no. Stiamo lavorando da subito per tradurle in proposte di legge, qui in Parlamento, già da presentare nella prossima legge di Bilancio, perché sono le vostre priorità e non possono attendere».

Il pacchetto economico delineato dall’ex premier spazia dall’estensione della no tax area fino a 20mila euro alla creazione di un fondo di sviluppo per riattivare la crescita, affiancato da garanzie per malattia e maternità in favore di autonomi e piccoli imprenditori. In ambito sanitario, Conte punta a finanziare la sanità pubblica colpendone le rendite: la proposta consiste nell’istituire «un fondo perequativo con della sanità privata, delle cliniche private, che si stanno notevolmente arricchendo, per ridurre le d’attesa nel pubblico». Tra i punti qualificanti figurano inoltre il sostegno economico ai caregiver familiari, le tutele contro il caro-energia e il no definitivo al .

Le coperture: “Basta al riarmo e ai centri in “

Di fronte alle obiezioni sulla sostenibilità finanziaria delle misure, Conte indica le coperture chiamando in causa gli extraprofitti delle banche, dei colossi energetici, dei giganti del e delle industrie belliche. «Qualcuno ha detto che sono che comporterebbero tantissimi impegni di spesa», ammette il leader M5S. «Chiedono attenzione e spetta a noi raccogliere quelle proposte e renderle sostenibili per quanto possibile sul piano economico-finanziario. Come? Mantenendo in ordine i conti dello Stato rivedendo gli impegni folli su riarmo».

I fondi destinati alla Difesa e quelli «buttati nei centri vuoti in Albania» dovranno servire a rinforzare la urbana e la presenza dello Stato nelle strade. Un programma di rottura con cui il Movimento punta a guidare la coalizione alternativa al : «Questa maggioranza ci ha detto no per quattro anni. Benissimo, andremo al governo. Adesso tocca a noi metter su un’Alleanza per la Costituzione».

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