venerdì 25 Settembre 2026
CONVEGNO PD TOSCANA SANITA’ TERRITORIALE INTERVIENE ELY SHLEIN

Spaccature e veleni al Nazareno: la resa dei conti nel Pd tra norma anti-sfidanti e strappi col M5s

Verso la direzione del 2 ottobre: Schlein blindata con la proroga fino al voto, ma esplode la protesta dei riformisti sul ddl antisemitismo e sulle primarie. Conte incalza: «Noi siamo pronti, aspettiamo gli alleati»

Di Redazione
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Un autunno ad altissima tensione attende il Democratico. Tra la direzione convocata per venerdì 2 ottobre al Nazareno e l’Assemblea Nazionale prevista tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, la segretaria Elly Schlein si appresta ad affrontare uno dei passaggi più delicati del suo . Sul tavolo c’è la proroga della sua leadership oltre la scadenza naturale di marzo 2027 — per evitare una fase di rottura in piena campagna elettorale — ma soprattutto una serie di nodi mai sciolti che rischiano di far saltare l’unità interna.

La blindatura di Schlein e le regole interne

A tenere banco è l’ipotesi di introdurre la cosiddetta “Anti Gori”, pensata per bloccare sul nascere eventuali candidature alternative all’interno del partito e blindare la corsa alle primarie. Una mossa che fa muovere la minoranza interna: l’ala riformista si ritroverà sabato a Prato per fare il punto, mentre crescono i malumori sulla linea politica imposta dal Nazareno.

A infiammare la spaccatura è la posizione del Pd sul ddl antisemitismo proposto dal . La segreteria si appresta a votare “no” alla , scatenando l’aperta contestazione dei moderati. Dure le parole dell’ex ministro in un’intervista al Corriere della Sera: «Sono molto amareggiato e rattristato. Un argomento così importante come l’antisemitismo meritava una convergenza delle forze politiche come richiesto da Liliana Segre, e questo specialmente in un Paese che ha conosciuto le leggi razziali del fascismo». Delrio ha anche puntato il dito contro la «radicalizzazione del sui temi della » definendola «un problema per il Paese».

L’incognita campo largo e il pressing di Conte

Oltre alle crepe interne, Schlein deve fare i conti con le divergenze strategiche con gli alleati, a partire dall’Ucraina e dalla politica estera, storicamente divisiva tra dem e 5 Stelle. Il del M5s, Giuseppe Conte, approfitta dello stallo del Pd per mettere pressione alla segretaria: «Il tavolo sul programma? “Noi siamo pronti, aspettiamo gli alleati… Non possiamo certo riunirci da soli…”», ha commentato a palla fermata con i cronisti alla Camera. La direzione del 2 ottobre si preannuncia così come un vero banco di prova tra spinte unitarie e veleni mai assorbiti.

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